Il Tirreno

Lucca

Dovranno pagare anche gli ospiti di case e altre strutture

Tassa di soggiorno anche per gli affitti turisti dei privati che non rientrano nelle altre categorie extralberghiere. Un modo per cercare di arginare, e di sconfiggere, l'evasione e l'abusivismo,...

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Tassa di soggiorno anche per gli affitti turisti dei privati che non rientrano nelle altre categorie extralberghiere. Un modo per cercare di arginare, e di sconfiggere, l'evasione e l'abusivismo, applicando lo stesso trattamento per tutti coloro che si occupano di turismo e di ricezione turistica. Questo l'ordine del giorno presentato dai consiglieri Pd Valentina Mercanti e Paolo Benedetti e approvato martedì sera in consiglio comunale. Il documento, infatti, impegna sindaco e giunta a sollecitare la Regione Toscana nella stesura di uno specifico regolamento per le “unità abitative ammobiliate ad uso turistico”: strutture che non hanno una specifica categoria di riferimento, ma che sono dislocate un po' ovunque nel comune. l’introduzione di una tariffa per usi pubblici.

Sulla questione della tassa di soggiorno continuano intanto ad essere diversificati i giudizi tra chi la ritiene utile e chi dannosa.

Un lettore, Iva Conforti, ci scrive:

«Capisco il malumore degli albergatori e di quanti gestiscono le strutture ricettive in genere. Per loro si profilano nuove incombenze perché dovranno fare da esattori per conto del Comune, perdendo tempo e, forse, avendo bisogno di più personale. E certamente non trovano simpatico chiedere all’ospite di versare qualche euro in più per la tassa. Ma devo anche dire che, girando l’Italia e il mondo, ormai quasi ovunque questa tassa viene applicata. E in certi Paesi è particolarmente salata.

Chi la fa pagare la giustifica con i costi che il flusso turistico comporta per chi amministra una città. I visitatori contribuiscono, non poco, a far crescere la quantità di rifiuti da raccogliere, ad esempio, e i loro mezzi aumentano l’usura delle strade. Più in generale, le amministrazioni spendono molto nell’accoglienza e nei servizi per il turismo, a partire dalla segnaletica e dai bagni pubblici.

«E’ vero che il flusso turistico porta soldi, ma, se si eccettuano i musei pubblici, gli introiti vanno essenzialmente ad albergatori, commercianti, pubblici esercenti e operatori del terziario in genere. Non certo ai semplici cittadini, i quali però devono pagare di più per lo smaltimento dei rifiuti, ad esempio, per far fronte alla maggiorazione dei costi portati dall’aumento di scarti che segue il turismo. E più in generale i cittadini partecipano, con il pagamento delle tasse, a coprire i costi per l’accoglienza e i servizi al turismo.

«Se è una tassa di scopo e serve per coprire le spese portate dal flusso dei visitaori, non mi pare che la tassa di soggiorno rappresenti uno scandalo; mi sembra piuttosto una misura di equità».

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