Attenzione
Viaggio infernale per i pendolari fra Piazza e Lucca
Ieri mattina il treno è partito con un vagone in meno E così i passeggeri sono stati stipati come sardine
BAGNI DI LUCCA. Con l’arrivo della tanto attesa primavera, sono ricominciati i… viaggi della speranza. Puntualmente, come ogni anno appena arriva la bella stagione, gli annosi problemi dei pendolari della tratta Lucca–Aulla vengono amplificati dalle disfunzioni di Trenitalia.
Ieri mattina, sul treno 6955 partito da Piazza al Serchio alle 6.55 e diretto a Lucca per le 8.11, si è tornati all’antico. Invece delle solite tre carrozze, già di per sé insufficienti ad inizio settimana, il treno è partito con soli due vagoni. Il risultato? Fino alla fermata di Ghivizzano-Coreglia, alle 7.40 trovare un posto a sedere era ancora possibile, anche se difficilissimo. Da Bagni di Lucca al capoluogo, solo posti in piedi, e neanche tanti. Arrivati nel centro termale, alla stazione di Fornoli, è iniziata l’odissea. Tanti ragazzi, per lo più universitari o studenti delle superiori diretti a Lucca, ammassati nell’area di ingresso, con tanti disagi per i presenti. A Borgo e Mozzano e Diecimo, fermate solitamente foriere di pendolari, l’apoteosi al contrario, con i viaggiatori costretti a stazionare nei corridoi degli scompartimenti per cercare un posto al sole.
I dirigenti a bordo del convoglio non hanno dato giustificazioni specifiche, se non di non meglio specificati problemi al materiale rotabile. E così, visto che il lunedì è giorno di “migrazioni” dei fuorisede diretti a Pisa e Firenze per raggiungere le sedi universitarie, il viaggio si è trasformato in un incubo. Il problema è sempre il solito: questi vecchi convogli Aln6608 fanno la spola tra Aulla Lunigiana (o molto più spesso Piazza al Serchio) e Pisa via Lucca. Il materiale rotabile, dunque, viene formato o a Pisa Centrale o in Alta Garfagnana. Se manca in una di queste stazioni, o per cattiva manutenzione e problemi vari, di fatto tutto il tragitto avviene in condizioni di emergenza. Altro problema poi, è quello dell’eccessivo riscaldamento i. . Comunque sia, il problema è il solito, ossia la carenza di materiale in partenza, e con la dismissione di fatto degli scali merci di Diecimo-Pescaglia e Castelnuovo, la gente deve solo sperare che non accada nulla di grave. Tra poco, poi, inizieranno le gite fuori porta per i ragazzi di elementari e medie. E quindi, ci saranno spazi ancora meno utilizzabili, perché vengono prenotate intere carrozze, e di posti disponibili ne resteranno ben pochi.
Nicola Bellanova
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