Sicurezza
Scuolabus negato, i nostri lettori aiutano i bambini
Dopo la denuncia del padre che non ha pagato l’ultima rata tante telefonate in redazione per offrire un contributo
LUCCA. Buone notizie per i due bambini che rischiavano di rimanere a piedi perché la famiglia non aveva i soldi per pagare l’ultima rata del servizio di scuolabus. Diversi lettori, dopo aver letto la storia che abbiamo raccontato sull’edizione di domenica, ci hanno contattato in redazione dichiarandosi disponibili ad aiutare, in primis con un sostegno economico che consenta ai bambini di salire sul mezzo.
Offerte di aiuto che arrivano non solo da Lucca. Un signore, infatti, ci ha contattati da Torre del Lago. Un altro da Capannori. E poi una signora da Lucca. Tutti raccontano di aver letto il pezzo e di aver sentito un vero e proprio magone: «Ovviamente il pensiero - spiega la signora – va soprattutto ai due bambini, che non è giusto subiscano queste difficoltà».
Ricordiamo, a grandi linee, la vicenda che ha portato i due bambini (che hanno 11 e 9 anni) a non potersi più servire dello scuolabus.
Il nocciolo della questione è stato il mancato pagamento dei 180 euro complessivi per l’ultima rata. Il padre dei bambini, infatti, ha raccontato che le sue condizioni economiche non lo permettevano: l’uomo, invalido civile al 100% e senza un’occupazione, riceve infatti una pensione assai esigua e deve affrontare una serie di pagamenti che ha messo in ginocchio le sue già esigue finanze.
Ad aggravare la situazione il fatto che la famiglia non può assicurare di riuscire ad accompagnare a scuola i piccoli. Il padre, infatti, ha necessità di recarsi a Pistoia per diversi giorni alla settimana per una serie di cure e deve essere accompagnato dalla moglie perché, dopo le terapie, non è in grado di condurre la vettura.
Così i bambini si sono trovati in seria difficoltà, anche perché ha rifiutato l’aiuto dei servizi sociali. La madre, infatti, ha avuto in passato una esperienza poco felice e non se la sente di battere questa strada.
Ora l’interessamento dei nostri lettori apre uno spiraglio. Nei prossimi giorni si metteranno in contatto con la famiglia dei piccoli, cercando il modo migliore per tutti di superare questa situazione.
Una situazione, lo ricordiamo, che affonda le sue radici nella crisi economica che ha colpito la nostra regione negli ultimi anni. Il padre, infatti, ha raccontato che si è trasferito nella Piana dopo aver perso il proprio lavoro nel tessile, in provincia di Prato. E, successivamente, dopo aver aperto una partita iva, si è trovato senza lavoro e senza soldi anche a causa dei mancati pagamenti. Insomma, una storia che è - drammaticamente - uno specchio dei nostri tempi. Nel male ma, per fortuna, anche nel bene.
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