Finanza
La Cgil: i due ospedali devono rimanere attivi
BARGA. Nessun taglio a diritti di cittadini e lavoratori. Lo chiede Giovanni Ferrari, responsabile per la Cgil di Mediavalle e Garfagnana: «La sanità pubblica sta subendo continui tagli. La...
BARGA. Nessun taglio a diritti di cittadini e lavoratori. Lo chiede Giovanni Ferrari, responsabile per la Cgil di Mediavalle e Garfagnana: «La sanità pubblica sta subendo continui tagli. La riorganizzazione della sanità toscana non può essere fatta con tagli lineari come quelli fatti dai governi, i tagli devono riguardare solo le inefficienze e gli sprechi».
In Valle del Serchio, dice Ferrari «non vogliamo essere schiacciati da questa riorganizzazione. La localizzazione del nuovo ospedale unico è stata scelta, ora le istituzioni devono mettere al centro dell'attenzione il rispetto del Protocollo di Intesa siglato nel 2012 tra Regione Toscana, Asl 2 e conferenza dei sindaci. In attesa della realizzazione del nuovo ospedale, che per inciso sarà anche volano al rilancio dell'economia del territorio, i servizi oggi presenti nei due attuali nosocomi, il Santa Croce di Castelnuovo e il Santa Chiara di Barga, devono rimanere attivi perché funzionano e sono indispensabili, non ci aspettiamo maggiori servizi ma non accetteremo tagli a quelli esistenti».
A supporto di queste tesi Ferrari ricorda che «nel nostro territorio più di un quarto della popolazione ha oltre i 65 anni quindi i servizi sanitari hanno una rilevanza assoluta. Le fasce più deboli come i pensionati sarebbero i primi a scontare le difficoltà di un taglio ai servizi per problemi proprio di tipo logistico. La riduzione di tali servizi oltre a ricadere sui cittadini si tradurrebbe inevitabilmente in riduzione di posti di lavoro diretti e indiretti si pensi al riguardo alle cooperative sociali ed ai lavoratori impegnati in assistenza domiciliare. Uniamo le forze per farci sentire ed evitare che la nostra comunità grande e importante per noi ma piccola per i tavoli di chi decide sia oggetto solo di tagli. Difendiamo i nostri posti di lavoro e una giusta assistenza sanitaria».
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