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La Cassazione: accertamenti anche sui dipendenti

di Giampiero Della Nina
La Cassazione: accertamenti anche sui dipendenti

LUCCA. Gli accertamenti bancari possono interessare tutte le persone fisiche: quindi non soltanto i soci o gli amministratori di società o i familiari di imprenditori, ma anche i lavoratori...

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LUCCA. Gli accertamenti bancari possono interessare tutte le persone fisiche: quindi non soltanto i soci o gli amministratori di società o i familiari di imprenditori, ma anche i lavoratori dipendenti.

È questa la conclusione che si trae dalla lettura della sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione n. 8047/2013 (udienza 6.2.2013). L’accertamento bancario è il più temuto perché autorizza i verificatori a penetrare nella vita privata dei cittadini, controllando i conti correnti, e li autorizza a recuperare a tassazione, non soltanto i versamenti eseguiti senza una giustificazione, ma anche i pagamenti effettuati nel caso in cui il contribuente non ne sappia indicare il soggetto beneficiario.

Niente di più facile, peraltro, aver dimenticato il beneficiario di quell’assegno emesso, quattro o anche cinque anni prima “a mio proprio”, quando gli assegni potevano liberamente circolare passando, senza gira, per diverse mani.

Riuscendo ad indicare il nome del percettore della somma, l'ufficio potrà invitare quest'ultimo a fornire documenti o conferme. A parte casi del tutto eccezionali, è difficile trovare un contribuente che abbia tenuto accurata nota delle spese sostenute privatamente negli anni passati, o abbia conservato i documenti di spesa, specialmente quando non c'era alcun obbligo di farlo.

Neanche adesso ufficialmente esiste questo obbligo ma se si incappa in una verifica, saremo in condizione di ricostruire tutti i movimenti del nostro conto corrente? Meglio non rischiare, per cui è consigliabile che anche il privato cittadino si organizzi in modo tale, da poter rendere conto in qualsiasi momento, delle operazioni finanziarie compiute, visto che su di lui ricade l’onere della prova.

Sarà opportuno che l’Agenzia delle Entrate, come già fece con circolare n. 32/E del 19 ottobre 2006, inviti i verificatori a procedere con i piedi di piombo in questi casi, a non essere troppo rigidi o formali, ad evitare che i contribuenti siano costretti a render conto anche delle spese che per la loro esiguità, o per la loro occasionalità appaiono coerenti con il tenore di vita rapportato all’entità degli introiti del nucleo familiare.

I dati di tutti i rapporti finanziari, riferiti al 2011, come è noto, saranno comunicati da banche, poste, agenzie di intermediazione all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 31 ottobre, mentre quelli relativi al 2012 il termine è il 31 marzo 2014; per gli anni 2013 e seguenti le comunicazioni dovranno avvenire entro il 20 aprile dell'anno successivo.

Con questo provvedimento di fatto viene annullato il segreto bancario ed il Fisco potrà incrociare i dati sui conti correnti con le dichiarazioni dei redditi per scovare più facilmente gli evasori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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