Sicurezza
Gli sfalci e le potature non vanno più nei sacchi di plastica
Cambiano le regole dell’Ascit: si può fare il compostaggio portare i residui alla stazione ecologica o affittare il bidone
LUCCA. Niente più sfalci e potature nei sacchi di plastica da ritirare con l’organico. Molti capannoresi sono stati presi alla sprovvista da quella che è la nuova politica di Ascit, l’azienda che cura la raccolta dei rifiuti nel Comune di Capannori. «E ora cosa ci facciamo con l’erba?», si saranno chiesti in molti.
Tre le soluzioni.
Il compostaggio domestico, il trasporto dei residui delle potature e del taglio dell’erba in proprio alla più vicina stazione ecologica (8 euro fini a 120 quintali), l’affitto di un apposito bidone (70 euro all’anno, i contenitori sono distribuiti da Ascit).
Insomma, per chi non ha il composter in giardino o per chi ha un giardino tanto grande da riempire il composter in un solo taglio, la scelta è obbligata: qualche euro deve essere speso, a meno di non essere disposti a disfarsi degli sfalci più corposi un tanto alla volta, utilizzando il bidoncino marrone per l’organico (e che, però, basta a malapena per la rasatura di un’aiuola).
«Sono tanti i cittadini che sono rimasti di stucco quando hanno appreso questa novità – dice il consigliere comunale del Pdl Daniele Lazzareschi – Per di più, per trovare una spiegazione al mancato ritiro dei sacchi con gli sfalci si sono dovuti loro stessi rivolgere agli uffici di Ascit, dato che nessuno li aveva informati (c’è una nota sul sito dell’azienda, ma non tutti hanno Internet o lo sanno usare).
«A molti - prosegue il consifliere comunale e provinciale del Popolo della libertà - è sembrato ingiusto dover pagare altri soldi per consegnare l’erba alle stazioni ecologiche, o per affittare un bidone».
C’è anche chi il bidone se lo è comprato, per altro spendendo meno di un anno di affitto del contenitore fornito a pagamento dall’azienda di raccolta dei rifiuti.
«Peccato che l’operatore non lo abbia svuotato – racconta Lazzareschi – perché non era possibile agganciarlo al braccio sollevatore del mezzo. E stiamo parlando di un bidone che non pesa davvero quintali e che poteva essere tranquillamente alzato da un adulto».
Il risultato?
Sacchi di plastica pieni d’erba e sfalci (che, è bene ricordarlo, Ascit smaltisce in impianti di compostaggio fuori dal suo territorio d’azione) sparsi per il territorio o concentrati là dove si trovano i grandi bidoni per l’organico, ovvero, per esempio, accanto ai cimiteri (come quello vecchio di Marlia) e alle attività commerciali.
Pochi giorni fa davanti a uno di questi contenitori verdi, a Lappato, lungo la via Pesciatina, si era formata una piccola discarica.
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