Il dolore
Ancora in abbandono l’ex scuola delle dorotee
PORCARI. Solo pochi anni fa furono raccolte oltre 600 firme dai cittadini per chiedere il recupero dell'edificio dell'ex scuola delle suore dorotee in via di Capannori, nel centro del paese. Un...
PORCARI. Solo pochi anni fa furono raccolte oltre 600 firme dai cittadini per chiedere il recupero dell'edificio dell'ex scuola delle suore dorotee in via di Capannori, nel centro del paese. Un immobile con una lunga storia alle spalle ancora nel cuore della comunità, dove molti porcaresi hanno compiuto i loro studi legando ricordi ed emozioni. A quasi due anni di distanza l'edificio si trova in una situazione di abbandono. Dopo la petizione firmata dai cittadini che hanno chiesto di non abbandonare questo edificio che ha un valore simbolico ed effettivo il Comune ha avviato un percorso esplorativo nel 2011, prendendo contatti con l'istituto delle Suore Dorotee proprietarie dello stabile, per cercare di acquisire la struttura per trasformarla con una destinazione di pubblica utilità.
Adesso sull'argomento interviene il gruppo consiliare di opposizione Da Sempre per Porcari, per voce del capogruppo Riccardo Giannoni. «Ci chiediamo che fine hanno fatto gli impegni assunti dall’amministrazione Baccini in consiglio comunale nel maggio 2011 volti ad una possibile acquisizione pubblica dello storico immobile. L’affezione della nostra comunità verso questo luogo è stata mostrata dal successo che pochi anni fa ebbe una raccolta di firme sottoscritta da oltre 600 porcaresi con la quale gli stessi chiedevano al Comune un recupero a finalità pubbliche di quel fabbricato e relative pertinenze. Di fronte a questa importante mobilitazione il gruppo di maggioranza presentò una mozione in consiglio comunale impegnandosi nella direzione auspicata dai cittadini. Ma da allora nessun atto è stato concretamente portato avanti dall’amministrazione comunale e nessuna informativa».
Il gruppo di opposizione chiede alla giunta di attivarsi per riprendere il percorso interrotto. «Non vorremmo che rappresentasse solo un’operazione di facciata. Capiamo bene che l’impegno finanziario richiesto non sia irrilevante e la situazione congiunturale sfavorevole anche per gli enti locali ma allo stesso tempo crediamo che il Comune dovrebbe lavorare creando le opportune sinergie tra le energie finanziarie e sociali di cui Porcari è indubbiamente ricca per avviare concretamente percorsi volti a restituire alla nostra comunità presidi storicamente tanto importanti come quello in questione, ma anche come la villa Grassini, evitando così che gli stessi vengano consegnati al degrado. Festeggiare degnamente il Centenario del nostro Comune, a nostro parere, significa anche questo». (n.n.)
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