Il dolore
Incontri e proposte, successo del Festival
All’ex Real Collegio tanti spunti su cui riflettere e un problema: la crisi per il ricambio generazionale
LUCCA. Un viavai continuo di persone e di idee, un fittissimo calendario fatto di incontri, lezioni, sport e spettacoli e una buona dose di ottimismo, proposte e voglia di condividere.
Sono questi gli ingredienti vincenti del Festival del Volontariato, terminato all’ex Real Collegio dopo una quattro giorni di successo di pubblico e di nuovi spunti su cui riflettere per rimettere in moto il paese, facendo ognuno la propria parte. Un concentrato di belle storie da raccontare, di parole da riconquistare e di tanti esempi di solidarietà dal basso da mettere in rete: il Villaggio solidale è diventato ormai esperto nel distillare contenuti diversi e proporli a un pubblico multiforme, con l'occhio sempre rivolto al mondo del volontariato e del terzo settore in generale e con un'attenzione particolare all'attualità economica e sociale che stiamo vivendo.
Sono state le parole, e la scelta appropriata di ogni significato, a tracciare il filo conduttore di questa edizione: così è stato per le lezioni sulle parole da riconquistare (da giustizia a legalità, da benessere a dono, da cooperazione a cambiamento, passando per abilità e liberazione), nei dibattiti sulla violenza contro le donne e per le buone notizie da divulgare; durante le tavole rotonde sull'inclusione e il carcere e sul futuro del volontariato, negli incontri sulla comunicazione sociale e così nei quattro appuntamenti teatrali e solidali che hanno raccontano il nostro oggi.
Certo, la strada è ancora in salita: il volontariato sta vivendo un momento critico per quanto riguarda il ricambio generazionale; il terzo settore sta facendo i conti con la mancanza di risorse economiche, mentre i tagli al servizio civile stanno minando quelle che dovrebbero essere le basi culturali ed etiche di questo paese. E questo spiega il perché fare rete sia sempre più importante per andare avanti. Il Festival si è chiuso, tra le altre cose, con i festeggiamenti per i quarant'anni dell'Associazione dei donatori di organi. Un milione e più di trecentomila iscritti, 21 consigli regionali, 104 sezioni provinciali e un migliaio di gruppi comunali e intercomunali. «Numeri che – come ha spiegato Vincenzo Passarelli, presidente nazionale di Aido – raccontano una lunga storia fatta di tante vite che si sono intrecciate: soci, famiglie di donatori, operatori sanitari, volontari. Tante esistenze incrociate che hanno permesso che la fine di una vita diventasse la rinascita di un'altra». (n.d.)
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