Il Tirreno

Lucca

Prodi diventa ambasciatore di Lucca

di Paola Taddeucci
Prodi diventa ambasciatore di Lucca

Ricorda gli elogi del presidente Chirac al vertice Italia-Francia: rimase incantato dall’efficienza e dall’accoglienza

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LUCCA. Un caffè con la scorta alla pasticceria Buralli, appena fuori dall’autostrada. Il ricordo degli elogi del presidente francese Chirac per l’accoglienza di Lucca durante il vertice Italia-Francia del 2006. Il quasi totale silenzio sulla sua candidatura a presidente della Repubblica, anche nel giorno in cui il suo nome compare tra i dieci graditi al Movimento 5 Stelle. È cominciata così la giornata lucchese di Romano Prodi, atteso nell’auditorium di piazza San Romano per presentare il libro “Un abile per la pace” del suo amico Massimo Toschi, ex assessore regionale alla pace, nell’ambito del Festival del volontariato. Insieme con lui fratel Arturo Paoli, lo stesso autore e Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte, davanti ad un auditorium gremito

. Le riflessioni dell’ex premier, da 5 anni a capo del gruppo di lavoro Onu-Unione Africana per le missioni di peacekeeping in Africa, sono state tutte intorno al libro, incentrato sulle tantissime iniziative di pace compiute da Toschi e dalla Regione Toscana in Palestina e altri Paesi, e intorno alla situazione di conflitto nel Mediterraneo. Durante l’intervento nessun cenno alla politica. Ma anche prima di sedere al tavolo dei relatori, bocca quasi cucita con i giornalisti che lo hanno incalzato per chiedergli un commento, in particolare riguardo al suo inserimento nella rosa dei Cinque Stelle. Un’unica dichiarazione, da parte sua: «Sulla candidatura al Quirinale sto semplicemente a guardare, sperando che l’Italia abbia un futuro migliore e che riesca a uscire da questa difficile congiuntura economica e politica. Dal resto io sono fuori».

Un profilo basso, per scelta. Già all’arrivo, accolto con il sorriso e gli abbracci da alcuni vecchi amici, a uno di loro che lo aveva salutato con un «Benvenuto futuro presidente», Prodi aveva risposto con un sorriso, colpendolo scherzosamente con un giornale arrotolato e poi allontanandosi senza altri commenti. E alla fine della presentazione, mentre stava salendo sull’auto accompagnato dal suo ex ministro di giustizia Giovanni Maria Flick, una signora lo ha avvicinato incitandolo: «Professore, faccia il presidente della Repubblica. Lo dico, e sono tedesca». Prodi le ha risposto, sorridendo: «Lo dice proprio perché è tedesca». E l’ex ministro Flick, rivolgendosi alla signora, ha chiosato: «Meno si dice, meglio è, per scaramanzia».

A confermare le parole di Prodi, del resto, in giornata è arrivata anche l’affermazione della sua portavoce, il deputato Pd Sandra Zampa: «Non sono previste candidature per il Quirinale e quindi neppure quella di Prodi. Per di più lui da cinque anni è fuori dalla politica italiana e passa la maggior parte del tempo all’estero. Domani (oggi per chi legge, ndr) è in partenza per l’Africa. Continua, insomma, nel suo lavoro internazionale».

L’ex premier, invece, non si è tirato indietro nel parlare bene di Lucca. Lo ha fatto conversando con i rappresentanti delle istituzioni accorsi a salutarlo prima della presentazione del libro: tra loro il prefetto Giovanna Cagliostro, la deputata Raffaella Mariani, Stefano Baccelli, presidente della Provincia, il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Regione Enrico Rossi. Prodi ha elogiato la città e ha ricordato come il presidente Chirac fosse rimasto particolarmente colpito dall’accoglienza e dall’efficienza riscontrate durante il vertice italo francese del 2006.

Nel suo intervento Prodi si è invece soffermato sulla situazione nel Mediterraneo, da cui l’Italia – ha detto – è sempre più assente perché i nostri affari interni ci hanno portato a distaccarci dal ruolo che abbiamo sempre avuto là. «Quando vado in Palestina, in Egitto, in Algeria – ha spiegato – mi sento chiedere: come mai voi che avete secoli di rapporti e commerci con noi adesso non contate più nulla? Ma il nostro Paese è ancora molto amato e c’è rimpianto per la nostra assenza». Del Medio Oriente l’ex premier ha parlato come di una situazione difficilissima da risolvere. «Ci vorranno tanti anni – ha detto – prima di ottenere modesti miglioramenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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