Il dolore
Ferme le trattative sulla riorganizzazione
CAPANNORI. Trattative sulla riorganizzazione del personale del Comune di Capannori ferme, mentre il questionario sul “clima interno del Comune di Capannori” dice chiaramente che i dipendenti bocciano...
CAPANNORI. Trattative sulla riorganizzazione del personale del Comune di Capannori ferme, mentre il questionario sul “clima interno del Comune di Capannori” dice chiaramente che i dipendenti bocciano la manovra e che l’indice di gradimento dell’amministrazione targata Del Ghingaro, almeno quando si tratta di rapporti tra amministratori e personale, è sceso.
La denuncia arriva da Giovanna Lo Zopone, segretario generale Funzione pubblica della Cgil di Lucca, che continua a seguire la situazione interna al Comune con grande attenzione.
«Su questo punto, non c’è dialogo – dice –. Da dicembre a oggi non sono stati fatti passi in avanti e i lavoratori hanno esternato tutto il loro malcontento proprio attraverso il nostro sondaggio».
Al questionario hanno risposto 184 dipendenti.
Tra i responsi più inequivocabili, la sufficienza data all’amministrazione come datore di lavoro, contro un 36,30% di giudizi negativi e un 12,10 per cento di giudizi positivi.
Una metà dei dipendenti reputa di essere trattato in maniera abbastanza equa e con rispetto dagli assessori e dal sindaco contro un 35,2% di giudizi negativi e un 14,7 di giudizi positivi.
Bocciata in tronco la riorganizzazione dell’ente operata in dicembre: l’80% valuta che il nuovo assetto abbia comportato un peggioramento o un netto peggioramento dell’efficienza organizzativa, della qualità dei servizi e della capacità di risposta alla cittadinanza (contro un 12% che stima la situazione equivalente e un 8% che la considera migliorata).
Giudizio pessimo anche sui trasferimenti disposti con la riorganizzazione: il 92,27% ritiene che tale provvedimento non abbia rispettato i criteri essenziali (profilo professionale, esperienza lavorativa acquisita, esigenze organizzative dell’ente.
«Sembrava che qualcosa stesse cambiando, ma non è così. L’amministrazione di Capannori aveva comunicato che avrebbe dato la possibilità di cambiare settore a quei lavoratori che lo richiedevano, ma su questa apertura ci sono punti poco chiari – spiega ancora Lo Zopone –. Per esempio, alcuni dipendenti coinvolti (e non contenti) nella riorganizzazione hanno chiesto nelle scorse settimane di cambiare di nuovo settore, ma il permesso non è stato concesso. Di fonte a certe chiusure, come possiamo fare finta di niente?».
Eppure, l’amministrazione è a conoscenza del questionario e dei suoi risultati.
«Li abbiamo comunicati ai lavoratori e pubblicati sui giornali. Non possono essere passati inosservati. Semplicemente non c’è dialogo».
È proprio per questa assoluta mancanza di dialogo sulla riorganizzazione che la Funzionje pubblica Cgil potrebbe passare dalle parole ai fatti, fatti che, per altro, sono stati invocati durante l’ultimo incontro con i lavoratori, al quale hanno partecipato più di un centinaio di persone.
«Vista la situazione di stallo e il malcontento generale, al prossimo incontro ridiscuteremo di questo problema. Non escludo manifestazioni di protesta, così come non escludo che ci siano dipendenti pronti a ricorrere alle vie legali».
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