Il Tirreno

Lucca

Comune unico i sindaci frenano

Amadei (Coreglia): «Le fusioni a freddo non mi convincono» Bonini (Barga): «Incentivi maggiori agli enti più popolosi»

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BARGA. Entusiasmi tiepidi all’idea di un maxicomune che riunisca sotto un’unica bandiera Barga, Coreglia Antelminelli, Gallicano e Molazzana. E c’era da aspettarselo, visto l’andazzo e le forzature a cui si rischiava di andare incontro per le imminenti scadenze burocratiche imposte dalla Regione.

Gli amministratori locali dicono la loro su questo ente dai confini sterminati e con una popolazione di 23.000 abitanti. E, mettiamo subito in chiaro le cose “questo matrimonio non s’ha da fare, né oggi né… finché la Regione Toscana non obbligherà le unioni a colpi di decreti”. Per cavalleria, questa carrellata inizia con Maria Stella Adami, sindaco di Gallicano: «Sono sempre stata convinta che il futuro dei comuni medio piccoli sia questo e poi inevitabilmente toccherà mettere in pratica le fusioni più compiute». A chi vede questo progetto come un mezzo per avere fondi regionali da usare per i propri orticelli, la prima cittadina di Gallicano risponde senza peli sulla lingua: «Gli incentivi sono un aspetto della vicenda, ma solo quello complementare. Bisogna ragionare in un’altra ottica. Si pensi ad esempio alle vicende urbanistiche: sul fondovalle tra Barga e Gallicano c’è continuità di territori ed economia, visto che solo il fiume divide le due aree, e sarebbe utile avere una politica urbanistica unitaria». Il sindaco di Coreglia è Valerio Amadei, e appartiene alla schiera dei “favorevoli con riserva”: «Il progetto è saltato per mancanza materiale di tempo: era impossibile portare entro il 29 aprile la pratica in consiglio. Però nulla esclude che si possa riproporre con calma, anche se le fusioni a freddo non mi hanno mai convinto. Occorre invece una riflessione generale e radicale, pensando non allo stimolo degli incentivi, ma a ciò che si vuol fare del territorio. Il comune unico porta anche la condivisione dei problemi, che sono tanti, e aiuta a risolverli in maniera parcellizzata».

Marco Bonini è il reggente del comune più grande della zona nord della provincia. Barga, coi suoi 10.200 abitanti, potrebbe anche restare fuori dal progetto, visto che ha i numeri per farlo. Tuttavia, il sindaco è di larghe vedute: «La strada dell’unificazione è giusta – ammette -, ma bisogna andare per gradi e nei tempi e modalità giuste. Si tratta di una scelta importante, che va condivisa con le altre istituzioni e soprattutto coi cittadini. Quindi, nell’immediato, proseguirei con la strada tracciata dalle vecchie Comunità montane, ora Unioni di Comuni». Sulla questione incentivi poi, Bonini è l’unico che ha il coraggio di dire le cose come stanno: «Giusto agevolare queste operazioni di fusione, ma non si può uniformare tutto e dare ad un comune di 10.000 abitanti le stesse risorse di uno molto più piccolo». Poi tocca a Rino Simonetti di Molazzana: «Sarà la strada obbligata, ma proprio perché tale si spera almeno non imposta dall’alto. Ora non è il momento giusto, perché i tempi sono ristretti e mancherebbe una riflessione tra gli organi amministrativi e i cittadini».

Nicola Bellanova

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