Il Tirreno

Lucca

Una lapide per il pioniere dell’auto

Castelnuovo ricorda Giuseppe Carli, inventore del triciclo elettrico

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CASTELNUOVO. Alla prima gara automobilistica della storia, la Parigi-Rouen del 22 luglio 1894, si iscrissero 102 partecipanti. Tra di essi un solo italiano: il conte Giuseppe Carli di Castelnuovo, che avrebbe dovuto guidare un triciclo elettrico.

La sua storia è stata riportata alla luce negli anni scorsi soprattutto grazie all’Ipsia Simoni che ha realizzato una copia del veicolo e domani mattina, alle 11,30, per celebrare il centenario della morte del conte, l’associazione Antiche Ruote e l’amministrazione comunale scopriranno una lapida commemorativa in via Olinto Dini ovvero dove si trovava l’abitazione del Carli. Castelnuovo sarà denominata Città del Veicolo Elettrico.

Assieme a suo padre, il conte Luigi, fu il principale artefice dell'industrializzazione della Garfagnana, sul finire dell’800. I Carli, infatti, reinvestirono gran parte del capitale della loro banca in attività produttive, tra cui un’importante industria tessile, cui affiancarono un impianto per la produzione di energia elettrica. Il veicolo non partecipò mai alla gara a causa di problemi burocratici alla dogana. A guidarlo per le strade di Francia avrebbe dovuto essere il conte stesso, aiutato dal suo fedele operaio piemontese Francesco Boggio, in veste di tecnico. Purtroppo, la partecipazione saltò nonostante telefonate a Roma e interventi consolari con grande dispiacere del conte. Il veicolo aveva tutte le carte in regola per fare bella figura, era dotato di tutto, “lampade elettriche, soneria d'allarme, freno, valvole fusibili di sicurezza, invertitore di rotazione e guida a manubrio”, come ci informa il “Corriere di Garfagnana” dell’epoca.

Ma il conte dovette tristemente tornare a casa, ma anche nella sua terra la sua stella era ormai tramontata. In quel periodo, infatti, la banca era entrata in una crisi di solvibilità da cui non si sarebbe risollevata e che l’avrebbe portata al fallimento. In quello stesso anno, il 1894, sfumò definitivamente anche il sogno politico del conte. Due anni prima, infatti, era riuscito a farsi eleggere deputato, ma le elezioni furono congelate per sospetto di brogli. Giuseppe Carli, il “signor Conte” come lo chiamavano, morì a Livorno nel 1913 a cinquantanove anni. (l.d.)

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