Attenzione
Nessuno vuole affittare il palazzo ex sede Inail
L’edificio di piazza Santa Maria Bianca non ha trovato imprese interessate Per riportare i 4mila metri quadri in normale stato d’uso servono 3 milioni
LUCCA. Nessuno vuole palazzo Tommasi in piazza Santa Maria Bianca. Il grande complesso, di proprietà dell’Inail, non ha trovato alcun imprenditore in grado di accollarsi l’impegno finanziario per il recupero. E così, chissa per quanto tempo ancora, anche questo imponente palazzo è destinato a restare uno dei tanti scheletri vuoti del centro storico.
A confermare che i tentativi dell’ente previdenziale di trovare un affittuario sono andati a vuoto è Nello Lucioli, architetto della direzione regionale Inail: «Abbiamo ricercato qualcuno disposto a investire nel recupero dell’immobile e poi a prenderlo in affitto, ovviamente scomputando i costi sostenuti per i lavori. Sono arrivate alcune proposte, poche per la verità. Ma poi nessuna ha avuto un seguito».
Fra gli interessati, che hanno svolto sopralluoghi sul posto, anche alcune aziende costruttrici della nostra zona. Che poi (parliamo di un periodo che va da metà 2011 al 2012) sono però rimaste a guardare, anche a causa della terribile crisi dell’edilizia. Ma non solo: l’impegno finanziario per poter portare a nuovo splendore i circa 4mila metri quadri dell’edificio è ingente. «Possiamo stimare - spiega ancora l’architetto Lucioli - circa tre milioni di euro per un normale stato d’uso». Il che significa avere locali abitabili: per arrivare a una situazione appetibile per il mercato la cifra va probabilmente più che raddoppiata.
Un importo che ha anche trattenuto l’istituto di previdenza dal percorrere una via che, qualche anno fa, poteva essere prevista: quello del recuperare in proprio l’edificio per poi poterlo affittare. E sì che - come ricorda l’architetto Lucioli - le destinazioni urbanistiche dell’immobile sono allettanti: albergo, ma anche appartamenti, con la possibilità di uno spazio per negozi al piano terra. E in più, la presenza di un giardino interno.
Tutte ipotesi, finché non si scioglierà il nodo su chi si accollerà i lavori. Al momento c’è, però, un punto che sembra fermo: l’Inail non ha alcun programma di vendite dei propri immobili. Ma anche questa situazione potrebbe cambiare nel prossimo futuro: da tempo si parla, infatti, dell’alienazione di parte del patrimonio immobiliare pubblico per abbattere il debito. E questo potrebbe essere fatto o direttamente o attraverso il conferimento degli edifici in un fondo ad hoc.
Scelte che saranno prese dal prossimo Governo, quando ce ne sarà uno. Per ora, almeno, non c’è da preoccuparsi della stabilità dell’edificio: dopo i lavori per la messa in sicurezza svolti dall’Inail negli anni passati, infatti, la facciata e il lato adiacente alla scuola elementare non presentano più problemi. Discorso diverso, invece, per l’interno: se la situazione di stallo dovesse continuare ancora a lungo, le condizioni strutturali potrebbero essere irrimediabilmente compromesse.
E sarebbe un peccato per un palazzo che sorge in una delle piazza più belle di tutto il centro storico e che, per tanti anni, è stato crocevia di uffici per i lucchesi. Fino al 1991, infatti, gran parte era stata utilizzata come sede della Cisl e del patronato Inas. Dopo, solo incuria e progetti su progetti: da possibile centro di ricerca del Sant’Anna di Pisa a sede della Libera Università di Lucca, secondo una proposta di Pietro Fazzi. Ma nulla di questo è diventato realtà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google