Il Tirreno

Lucca

Bandito spara per rapinare il benzinaio

di Luca Tronchetti
Bandito spara per rapinare il benzinaio

Attimi di terrore alla stazione di servizio Aquila con il malvivente che usa la scacciacani e fugge in moto con 16.000 euro

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CAPANNORI. Due minuti di terrore. Il tempo impiegato a un bandito solitario - italiano, obeso, un metro e settanta d’altezza - per ripulire la stazione di servizio Aquila in via del Frizzone a Capannori proprio a poche centinaia di metri dall’uscita del casello autostradale dell’A11 inaugurata sette mesi orsono. 16.300 euro il bottino: 16mila sottratti dalla cassa, 300 dal portafogli della benzinaia che vive un’esperienza allucinante. Adesso è caccia all’uomo con i carabinieri che hanno istituito posti di blocco ovunque nel tentativo di individuare il malvivente. Purtroppo il distributore è sprovvisto di telecamere a circuito chiuso che possano aver immortalato la scena e soprattutto il tipo di moto e la targa del mezzo con cui è fuggito il rapinatore.

Azione fulminea. Sono le 18 quando all’interno dell’ufficio-gabbiotto della pompa di benzina appare il bandito. Lo racconta, ancora sotto choc, la vittima della rapina: l’addetta alla stazione di servizio Marzia Morello, 42 anni, di Pieve S. Paolo: «È entrato all’improvviso: un casco integrale, giubbotto nero e occhiali scuri. Un “ciccione” che impugnava una pistola. Mi ha lanciato un sacchetto di plastica annodato, di quelli usati al supermarket, e mi ha ordinato di riempirlo. Sono rimasta esterrefatta, ma non ho fatto in tempo a reagire che lui mi ha puntato la pistola e mi ha fatto consegnare il portafogli con all’interno 300 euro, il denaro incassato nell’ultima mezzora di lavoro». Ma quei soldi non bastavano. «Si è avvicinato alla scrivania e ha battuto la pistola nel cassetto. Come a intimarmi di aprirlo. Io gli ho detto istintivamente di no e lui, senza fiatare, ha puntato il revolver contro uno scaffale e ha sparato un colpo».

Momenti di panico. È in quel frangente che la donna si è gettata a terra iniziando ad urlare. E, istintivamente, sentendo spari e grida lo hanno fatto anche la commessa e due clienti che si trovavano nel bar accanto all’ufficio della benzinaia separato soltanto da una porta scorrevole. «Dietro c’è la cucina dove si trovava il titolare Fausto Galella (gestisce la pompa assieme alla consorte Marzia Pagliai) - prosegue la benzinaia - che si è reso conto della rapina soltanto in un secondo momento. Dopo la sparo il bandito si è avvicinato alla porta scorrevole impugnando la pistola e l’ha chiusa. Le tre persone che erano nel bar lo hanno visto e si sono buttate a terra. A quel punto il rapinatore mi ha puntato la pistola e mi ha intimato di aprire il cassetto. Ero terrorizzata, avevo paura a rialzarmi. Gli ho consegnato la chiave del cassetto dove si trovava l’incasso della giornata. Lui l’ha afferrata e mentre continuavo a ripetere di non farlo, di non aprire la cassa con il denaro, ha preso il denaro e l’ha infilato nel sacchetto della spesa. A quel punto si è diretto verso l’uscita ed è salito su un scooter bianco non troppo grande dileguandosi verso l’autostrada. Saranno passati due minuti, ma per me sono stati un’eternità. Giuro che in 22 anni che lavoro nelle stazioni di servizio una cosa simile non mi era mai capitata». Sul posto sono andati i carabinieri della stazione di Capannori e quelli del reparto operativo che hanno eseguito i rilievi alla ricerca d’impronte digitali.

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