Sicurezza
118 in Versilia? Per Mugnai è quasi fatta
LUCCA. Sul riordino delle centrali del 118 la giunta regionale deciderà il prossimo 16 aprile. E l’impressione è che la scelta in favore della Versilia sia quasi fatta. Almeno, questo dicono dalla...
LUCCA. Sul riordino delle centrali del 118 la giunta regionale deciderà il prossimo 16 aprile. E l’impressione è che la scelta in favore della Versilia sia quasi fatta. Almeno, questo dicono dalla Regione. Dove si conferma come più logica la scelta di piazzare la nuova maxi-centrale per la costa tirrenica all’ospedale di Lido di Camaiore.
Il vicepresidente della Commissione sanità in consiglio regionale, Stefano Mugnai (Pdl), chiede comunque alla Regione se intenda rispettare i criteri di localizzazione che essa stessa si è data. Già perché dal dibattito non parrebbe sicuro, e ciò comporterebbe qualche rischio: «Certo - spiega Mugnai - il pericolo è di continuare a penalizzare i territori che non sono sede di aziende ospedaliere o gli operatori del sistema di emergenza-urgenza, in particolare i volontari che con la loro abnegazione tengono in piedi la gran parte del settore e che già patiscono i problemi relativi ai ritardi sui rimborsi. Se la Regione rispetterà i suoi criteri - prosegue - la localizzazione dovrebbe ricadere su Viareggio, Arezzo e Pistoia. Tra l’altro, a quanto ci risulta, anche le stesse associazioni di volontariato hanno prodotto alla giunta uno studio che procede in questa direzione. La materia è delicata, e i suoi riflessi sul benessere della popolazione risultano evidenti. Per questo, nell'interrogazione del febbraio scorso rimasta finora senza risposta, Mugnai e gli altri firmatari chiedevano una soluzione di ubicazione delle centrali operative del 118 che abbia “il vantaggio di non depauperare ulteriormente i territori periferici, mantenere standard qualitativi di eccellenza, non demotivare quegli operatori che con sacrificio ed impegno hanno costruito negli anni sistemi di assoluta qualità”. I consiglieri in realtà chiedevano anche di privilegiare quelle strutture che hanno instaurato un rapporto di collaborazione, sia in Centrale operativa che sul territorio, con le associazioni di volontariato per il trasporto sanitario e se non si ritenga utile ascoltare le indicazioni che questi ultimi vorranno fornire a livello regionale». La risposta, a occhio e croce, ormai arriverà coi fatti.
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