Finanza
Condannato a 3 anni e 6 mesi per usura
LUCCA. Prestava soldi a casalinghe, gestori di bar e piccoli imprenditori residenti a Porcari, Capannori, Camporgiano, S. Giuliano Terme, Buti e Calcinaia. Gente in difficoltà economica che non...
LUCCA. Prestava soldi a casalinghe, gestori di bar e piccoli imprenditori residenti a Porcari, Capannori, Camporgiano, S. Giuliano Terme, Buti e Calcinaia. Gente in difficoltà economica che non riusciva ad arrivare a fine mese. Prestiti variabili tra i 600 e i duemila euro e soltanto in due occasioni superiori ai 5mila euro (uno di 5300 e l’altro di 17.500) a cui applicava tassi ritenuti usurari e che, per l’accusa, arrivavano in alcuni casi a superare il 1000%. Un’inchiesta condotta dalla sezione della Mobile diretta dall’ispettore Roberto Femia sotto la direzione del sostituto procuratore Antonio Mariotti che si è conclusa ieri mattina davanti al gup Marcella Spada Ricci con la condanna in abbreviato del presunto usuraio accusato anche di illecita attività finanziaria. Si tratta di Carmine Vorraro, 54 anni, residente a Farneta, già titolare di una piccola impresa edile. È stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione e 10mila euro di multa. La vicenda risale al 2010. La polizia attraverso una segnalazione che indicava Vorraro come persona in grado di prestare denaro al 10% d’interesse mensile iniziò a monitorarlo. Sei mesi d’intercettazioni telefoniche e pedinamenti con sequestri di assegni su vari istituti di credito hanno portato all’incriminazione dell’impresario. E la consulenza tecnica del perito Luca Conoscenti nominato dalla procura ha stabilito che gli interessi venivano calcolati sugli interessi (prestiti a fermo) erano di chiara natura usuraria. Nei guai è finito anche un commercialista - Fabio Mambrini di 48 anni - che in precedenza il giudice delle indagini preliminari aveva rinviato a giudizio. Era lui, per l’accusa, a segnalare a Vorraro i «clienti» in difficoltà.
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