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Lucca

Condannato il re dei furti in casa

Condannato il re dei furti in casa

Due anni e mezzo a uno slavo arrestato dalla polizia dopo un colpo a S. Filippo. Patteggiano i complici

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LUCCA. Una condanna e due patteggiamenti per la banda degli slavi che era stata arrestata a metà marzo dalla polizia dopo aver commesso un furto a San Filippo e tentato di rubare in un’abitazione a San Concordio.

Davanti al giudice Silvestri tre persone dell’Est, residenti nel campo nomadi di Coltano, che avevano appena svaligiato l'abitazione di via Ferdinando Martini a S. Filippo dove vivono i titolari della gelateria Santini che in quel momento stavano chiudendo il negozio in via San Paolino per tornare a casa. I tre topi d'appartamento dopo aver forzato la finestra del terrazzo al primo piano dell'edificio avevano fatto razzia di monili: bracciali, collane, orecchini oltre a 2810 euro in contanti e 62 dollari americani. Refurtiva recuperata dalla polizia.

A giudizio degli investigatori della questura, il capo della banda era il macedone Sejdi Zumber, 28 anni, precedenti penali anche per reati contro la persona tra cui un tentato omicidio. Un tipo duro, uno «tosto» che non si mette certo paura se trova i proprietari in casa.

In carcere anche i serbi Dragisa Merdizic, 32 anni, indicato come il palo della banda, ed Elvis Baruti di 24.

Zumber con il rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena) è stato condannato a 2 anni e mezzo e a 600 euro di multa. Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Hanno invece patteggiato i due complici: 1 anno e 10 mesi, oltre a 600 euro di multa. Entrambi hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena e adesso sono liberi.

Le indagini e gli arresti erano stato il frutto di un bel lavoro di intelligence della polizia. Una pattuglia aveva notato una Bmw nera (guidata da Merdzic) che dopo essere uscita da una stradina si stava dirigendo verso Mugnano. Gli agenti si erano insospettiti al solo vedere in faccia i tre occupanti della potente macchina bavarese. In un lampo era scattato il dispositivo messo a punto in questi casi. In zona erano arrivate altre due auto della polizia, mentre la Bmw veniva controllata a distanza di sicurezza per non destare sospetti.

Tattica azzeccata, visti i risultati.

La macchina sospetta si era infatti infilata in una traversa di via Nottolini. Due (Baruti e Zumber) erano scesi e aveva scavalcato un cancello ed erano entrati in una proprietà privata.

Ma prima che potessero tentare di forzare la porta di ingresso erano stati bloccati dagli agenti della questura.

Nella Bmw la polizia aveva trovato la refurtiva portata via dalla casa dei titolari della gelateria Santini: oltre ai soldi in contanti anche orecchini, braccialetti, anelli, catenine, girocollo. Un bottino ingente.

Arresti - era stato sottolineato in questura - risultato di una intensa, attenta e capillare attività di controllo con agenti in divisa e in borghese nella fascia oraria ritenuta più a rischio (17-21).

Erano una trentina i poliziotti guidati da Virgilio Russo in servizio il giorno dell’arresto dei tre slavi.

Agenti dislocati in luoghi strategici già battuti in passato dalle bande di pendolari del crimine che colpiscono a tappeto e non si fermano di fronte a niente. Sarà anche casuale, ma dalla metà di febbraio ad oggi i furti hanno avuto un sensibile decremento.

Il questore Claudio Cracovia preferisce attendere i dati di medio-lungo periodo prima di sbilanciarsi. Lui e i suoi uomini hanno una sola parola d'ordine: non abbassare la guardia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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