Proteste
Una tappa obbligata il salto da Celide
Il locale lungo la circonvallazione scelto anche per gli aperitivi prima di finire la serata in discoteca o in Versilia
LUCCA. Finalmente arriva il weekend: qualcuno saluta a lavoro per rivedere i colleghi il lunedì successivo e qualche altro ripone i libri nello zaino dopo un’intensa settimana di studio.
Una doccia, un po’ di gel, la scelta della scarpa adatta, della cravatta e perché no, del calzino abbinato, e per molti la serata comincia al Celide Cocktail-Bar.
Le ragazze svettano sui loro tacchi, sfoggiando la borsa nuova, i capelli fatti e un velo di trucco.
Già dal venerdì, il locale è gremito: qualche fortunato si accaparra un posto a sedere, ma i più restano in piedi invadendo il piazzale di fronte e la carreggiata
. Il via vai di chi fa la spola fra il Celide e il vicino Ottavo Nano, prosegue per tutta la sera: due chiacchiere e intanto si sceglie il programma per la nottata.
C’è chi già ha prenotato il tavolo al Kuku o sta per dirigersi in Versilia, ma anche chi preferisce rincasare presto e non proseguire la serata.
Qualcuno è già qui dall'aperitivo, qualche altro arriva dalle 23 in poi. Fra loro c’è Alice Pardi che, come racconta, frequenta spesso il locale. «Che tu scelga di andare a ballare o di tornare a casa, poche sono le alternative – spiega – l’offerta lucchese è limitata, così mi ritrovo al Celide con le amiche anche solo per chiacchierare. Non sempre beviamo qualcosa, ma approfittiamo comunque della possibilità di incontrare molti dei ragazzi che conosciamo e di trascorrere qualche ora in tranquillità. La nota positiva? Lucca è tutta qui e questo non sempre è un male. È facile incrociare anche quelle persone con cui, altrimenti, perderesti i contatti, quelle che non vedi e non senti tutti i giorni, ma con cui, arrivato il weekend, ti fermi volentieri a scambiare due parole».
Ma se da una parte, l’opportunità di usufruire dello spiazzo di fronte all'esercizio si rivela una qualità allettante, c’è anche chi lamenta il poco spazio all'interno per quelle sere in cui condizioni atmosferiche non assistono.
«Purtroppo il locale è molto piccolo e anche d’inverno siamo costretti a patire il freddo – afferma Susanna Marraccini - Per questo, io come molti dei miei coetanei, a volte preferiamo restare a casa: una cenetta, il fuoco acceso ed ecco scaricata facilmente la tensione della settimana. I tre o quattro tavolini che sono all'interno del Celide, benché piccoli e a ridosso del bancone o del bagno, spesso sono occupati e anche riuscire a guadagnarsi un posto a sedere fuori dal locale, è un’ impresa».
Insomma, ancora una volta, è il problema dello spazio a stare maggiormente a cuore ai giovani lucchesi che rivendicano la possibilità di mettersi a sedere, magari al caldo quando fuori infuria l’inverno o piove.
Positiva invece la posizione del locale, che è sulla circonvallazione a due passi dal mercato ortofrutticolo di Pulia, come sottolinea la stessa Susanna.
«Si trova nelle vicinanze di un grande parcheggio non a pagamento e questo è davvero utile per noi ragazzi. Un disagio, quello del posto auto, che riscontro invece per gli esercizi in centro: dalle Ztl che costringono a sostare lontano dai locali e ad attraversare la città a piedi, fino ai pochi stalli che vengono riempiti subito, il problema è serio».
«Perché vengo qui? – si domanda poi Davide Giampaoli – beh, l’alternativa sarebbe stare sul divano. Ma per carità, non facciamo pubblicità negativa a questi locali che se dovessero chiudere, per noi ragazzi sarebbe davvero la fine».
Ma se da una parte, a Davide piacerebbe qualche alternativa in più, dall'altra il Celide Cocktail Bar è ormai diventata per lui una tappa fissa.
«È il mio ritrovo con gli amici prima di decidere le sorti della serata – racconta – Mi piace andare a ballare e, quando gli impegni lo consentono, scelgo di recarmi fuori Lucca».
Un’ organizzazione, questa, comune a molti dei suoi coetanei, come spiega Andrea Reti.
«Ultimamente non frequento spesso il locale, ma fino a poco tempo fa, era un rito: la serata iniziava qui. Il motivo? L’aperitivo. Al Celide è davvero ottimo, il cibo abbondante ed il costo è equivalente a quello di altri locali, sebbene la qualità sia superiore. Il servizio poi, è un nota positiva anche per merito dello staff: chi prepara i cocktail non è improvvisato e questo fa la differenza».
Un particolare, su cui molti ragazzi risultano d’accordo, nonostante, qualcuno tenga a mettere l’accento anche su un’altra questione.
«Il Celide è frequentato soprattutto da chi dopo dirotta la serata in Versilia – prosegue Andrea – Non è mia intenzione “fare di tutta l’erba un fascio”, però spesso si tratta di persone con molta disponibilità economica, una caratteristica che qualcuno mette in mostra volentieri. Così ogni tanto c’è il rischio di respirare un’atmosfera un po’ snob ed è questo il motivo per cui ultimamente scelgo di frequentarlo meno».
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