Il Tirreno

Lucca

Non si può rovinare il territorio della Piana

di Arianna Bottari
Non si può rovinare il territorio della Piana

La commissione consiliare mobilità e ambiente chiede di potenziare le strade esistenti: Pesciatina, viale Europa, via Chelini e la Sarzanese

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CAPANNORI. La commissione consiliare mobilità e ambiente dice no al progetto sugli assi viari e chiede di potenziare la viabilità esistente (via Pesciatina, viale Europa, via Chelini e via Sarzanese). In un documento inviato anche al presidente della Regione Enrico Rossi e a quello della Provincia Stefano Baccelli, i consiglieri comunali esprimono preoccupazione e perplessità sui tracciati Anas dell’asse dell’asse nord-sud e di quello est-ovest. «In merito al progetto preliminare relativo alla tangenziale di Lucca est, comprendente i collegamenti tra Ponte a Moriano e i caselli dell’A11 Frizzone e di Lucca Est, dobbiamo dire che la complessità del progetto necessita di importanti approfondimenti tecnici, che auspichiamo siano fatti con il massimo scrupolo dagli organismi competenti – esordiscono i consiglieri - Le opere infrastrutturali previste per la realizzazione degli assi viari nord-sud, est-ovest e ovest- est sono di tale rilevanza da prevedere un impatto ambientale molto significativo e tale da modificare in modo irreversibile il territorio. Il tracciato dei tre assi incide pesantemente sulle estese aree urbanizzate e sugli assetti storici, paesaggistici e ambientali di alcuni paesi (Marlia, Lammari e Capannori, ma non solo) che la stessa Anas, per altro, ha definito ambiti territoriali e ambientali di qualità e pregio. Inoltre, rialzate e viadotti rischiano di creare barriere architettoniche e logistiche, ostacolando la mobilità tradizionale (ciclopedonale), interrompendo tracciati storico-naturalistici e andando a incidere in modo significativo su un assetto idrogeologico e idraulico fragile».

Tra le criticità maggiori rilevate dalla commissione, c’è la realizzazione dell’asse est–ovest, che appare molto problematica, soprattutto laddove il tracciato indica un viadotto di 500 metri all’altezza della chiesa di Toringo. Complessa anche la soluzione presentata per evitare l’acquedotto del Nottolini.

«Il sottopasso, molto costoso, si scontrerà con la difesa del monumento storico, senza contare l’abbattimento di alcuni fabbricati e di abitazioni», sottolineano gli amministratori. Oltre a queste considerazioni, la commissione riassume in alcuni punti i nodi critici di un progetto che non piace a Capannori. Prima di tutto, il traffico che l’asse nord-sud catalizzerà tanto dalla Piana che dalla Mediavalle e dalla Garfagnana, e che poi andrà a sfociare nel casello del Frizzone; la rotonda di Antraccoli diverrà la zona di massima concentrazione del traffico e quindi di massima criticità, con pesantissime ricadute in termini di inquinamento atmosferico, acustico e logistico; inoltre, l’asse nord–sud, con un percorso in gran parte “ in rilevato “(rialzato di circa tre metri dall’attuale piano di campagna e largo tra i 13 e i 15) rischia di creare una barriera che andrà a modificare profondamente il paesaggio. L’asse est-ovest, invece, andrà a tagliare in due la zona centrale del Comune e l’assetto urbano e storico costituito dai paesi di Capannori, Tassignano e Paganico, rendendo estremamente difficoltosa la mobilità ciclopedonale. Infine, i problemi relativi alla falda. «L’asse nord-sud avrà un impatto importante sulla zona dei laghetti di Lammari e su tutta quell’ampia area in cui scorreva il Paleo-Serchio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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