Il Tirreno

Lucca

Concordato preventivo ai Vivai Lucchesi Monti

di Luca Tronchetti
Concordato preventivo ai Vivai Lucchesi Monti

Sì dei giudici del tribunale fallimentare al salvataggio dello storico marchio Affitto del garden per due anni a un’altra società per salvaguardare le piante

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LUCCA. Via libera dei giudici del tribunale (Giulio Giuntoli, Carmine Capozzi e Giacomo Lucente) al concordato preventivo dei Vivai Lucchesi Monti in via Picciorana a Tempagnano azienda un tempo leader nella produzione e nel commercio al dettaglio e all’ingrosso di piante e fiori ornamentali e nella realizzazione di giardini, vivai e colture di alberi da frutto. Il piano concordatario - messo a punto dall’avvocato Andrea Lorenzetti Natali e dal commercialista Alberto Varetti - prevede l’affitto del ramo d’azienda relativo alla gestione del garden deputato alla vendita al dettaglio di piante e fiori alla Verdemonti Garden attraverso un contratto biennale che prevede un canone di 24mila euro annui e che, stipulato il 3 aprile 2012 scade il 22 marzo del 2014. Per curare il garden verrà utilizzato l’unico operaio a libro paga della Vivai Lucchesi e i professionisti dell’azienda hanno fissato in 40mila euro i costi di mantenimento e cura del vivaio, che rappresenta il 70% del patrimonio attivo, tra l’addetto che dovrà salvaguardare le piante e i costi fissi per l’acquisto di concimi, antiparassitari e per il riscaldamento. Su un passivo di un milione e 550mila euro i creditori privilegiati rappresentano la maggioranza con una cifra di 974mila euro mentre per i chirografari l’importo è pari a 575mila euro. Il piano concordatario stabilisce il soddisfacimento del 100% dei crediti con privilegio speciale o ipotecario (Stato, banche, fornitori abituali, con oltre 330mila euro per Equitalia) e di una cifra superiore al 10,35% per i chirografari. Il tribunale ha nominato come commissario giudiziale il commercialista Massimo Romiti e ha fissato per il 26 settembre 2013 l’assemblea dei soci. Una proposta concordataria che prevede entro due anni dall’eventuale omologa la vendita del complesso aziendale.

La crisi del settore. I Vivai Lucchesi Monti nascono nel 1984. con capitale sociale interamente versato di 100mila euro. Negli anni Ottanta il commercio di piante e fiori era assai vivace e consentiva margini soddisfacenti di profitto. All’inizio degli anni Novanta con la vendita di piantine all’interno dei market i vivai fuori dalle Mura subiscono una prima flessione. L’azienda di Tempagnano reagisce concentrando le sue forze su produzioni di pregio. Ma gli andamenti climatici sempre più bizzarri (siccità e piogge eccessive) mettono costantemente a rischio la produzione delle colture in campo aperto. E a metà degli anni Duemila le crisi economico-finanziarie che si susseguono assieme alla riduzione drastica degli investimenti degli enti pubblici nei parchi e nel verde oltre alla crisi edilizia che penalizza la realizzazione dei giardini assesta il colpo mortale al settore. Così il 21 novembre 2012 il compianto Dino Monti, ex amministratore, pone la società in liquidazione.

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