Il dolore
Abiti acquistati all’asta , in centro apre il temporary outlet
Antonio Degortes, imprenditore senese già proprietario di un negozio in piazza Scalpellini, ammonisce il commercio tradizionale: «Chi non cambia è destinato a chiudere»
L’outlet grandi firme di Antonio Degortes (nel fondo in piazza Scalpellini) raddoppia, ma con una formula nuova, «alternativa: quella del temporary outlet - spiega l’imprenditore senese, figlio del fantino Aceto del Palio di Siena e titolare di una serie di negozi di abbigliamento di griffe tra Siena, Grosseto, Castiglion della Pescaia, di Roma e Lucca -. Significa - continua - che in questo nuovo negozio venderemo abiti che acquistiamo alle aste giudiziarie, con ribassi sul prezzo originario anche dell’80 e 90 per cento. Per dire che una pelliccia da duemilacinquecento euro puoi comprarla a centocinquanta».
Il temporary outlet apre sabato 13 aprile in via Beccheria. È previsto per la durata di due mesi più un’opzione di ulteriori tre. Potrà chiudere così o il 15 giugno o il 15 settembre; dalla sua apertura sono scaturite due assunzioni: due contratti a termine di durata uguale a quella del negozio («la scelta dei due addetti è stata difficilissima, per la quantità di domande di lavoro che riceviamo», commenta l’imprenditore).
Degortes non ha dubbi sulla riuscita della sua nuova avventura lucchese ma è molto critico sulle abitudini locali del commercio tradizionale. «Se la gente non ha stimoli per migliorare, diversificare -dice - l’attività è condannata a sparire. Il mio nuovo negozio almeno servirà a far capire a un po’ di gente che esistono formule di commercio anche diverse da quello tradizionale. Lo dico per Lucca ma anche per Siena, sono due città che si assomigliano molto. Credo che non basti più, per un negozio, avere il prodotto giusto. Oggi ci sono molte altre esigenze e bisogna che tutti si organizzino».
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