Il Tirreno

Lucca

I COMMENTI DEGLI AMMINISTRATORI

Rari interventi del genere nella storia delle città

di Alessandro Petrini
Rari interventi del genere nella storia delle città

LUCCA. «Un impegno notevole che ha portato a un risultato notevole». Così il sindaco Alessandro Tambellini ha riassunto l’investimento di quasi 46 milioni di euro da parte della Fondazione Cassa di...

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LUCCA. «Un impegno notevole che ha portato a un risultato notevole». Così il sindaco Alessandro Tambellini ha riassunto l’investimento di quasi 46 milioni di euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio che permette alla città di recuperare una zona che ormai le apparteneva solo marginalmente. «Il risultato va oltre ogni aspettativa e poche volte capita di vedere un intervento del genere nella storia di una città».

E la sua è una sfida lanciata per il futuro perché il primo cittadino annuncia l’intenzione della fondazione di recuperare anche le strutture dell’ex canile, sulle Mura, e dell’ex casa del boia, creando un percorso all’interno del centro storico che diventerebbe di interesse davvero notevole. «Rimangono ancora alcune frazioni di tessuto urbano da recuperare – prosegue – ma credo che ora il più sia fatto, e spero che gli interventi che porteremo avanti nella zona ovest con il Piuss riescano a ottenere lo stesso tipo di risultati». Per il presidente della Fondazione, Arturo Lattanzi, questo intervento «ha permesso di perseguire finalità sociali, culturali, occupazionali e di istruzione e formazione. Abbiamo infatti trasferito la comunità degli ex carcerati in una casa a San Pietro a Vico molto più confortevole con l’opportunità di avviare un’attività agricola e di creare un laboratorio artigianale. Poi abbiamo restaurato beni monumentali mettendoli a disposizione della città, aperto un cantiere che per due anni ha fatto lavorare 80 persone ogni giorno e fornito nuovi spazi al nostro istituto di alta formazione Imt». Per il presidente della Provincia Stefano Baccelli l’aggettivo per il restauro è «impressionante». «Più che un recupero – ha commentato – si tratta di una scoperta che ci emoziona per un contenitore che viene restituito pienamente alla città e alla fruizione turistica». E sulla stessa linea va anche il presidente della Camera di commercio Claudio Guerrieri che parla del restauro come di «una delle eccezioni positive di tutela del patrimonio artistico e culturale di una città. Turismo e cultura rappresentano il 9 per cento del Pil nazionale ma le proiezioni dicono che entro il 2025 si potrebbe addirittura arrivare al 20%. Per questo è necessario che la politica di conservazione diventi un perno dello sviluppo complessivo del sistema economico». Infine l’arcivescovo Italo Castellani punta al richiamo del carisma di San Francesco: «Preghiera, rivelazione e arte sono le parole che dimostrano l’importanza dell’esempio francescano. Il convento restaurato è un’opera d’arte che torna alla nostra città ed è importante anche che il momento culmine delle celebrazioni per la riapertura coincida con la festa di San Francesco».

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