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Lucca

Officine Quilici, via libera dai giudici al concordato

di Luca Tronchetti
Officine Quilici, via libera dai giudici al concordato

I 30 dipendenti stanno usufruendo della cassa integrazione Ora potrebbe concretizzarsi una proposta di acquisto

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BORGO A MOZZANO. I giudici del tribunale fallimentare danno l’okay al concordato preventivo per le officine meccaniche Pierantonio Quilici ad Anchiano di Borgo a Mozzano nominando come commissario giudiziale il commercialista Michele Davini di Viareggio fissando per il 26 settembre prossimo l’assemblea dei creditori.

La proposta concordataria – curata dall’avvocato Sauro Regoli – per fare in modo che l’attività di produzione, installazione e commercio di impianti e macchine industriali possa andare avanti è stata accolta dopo una serie di verifiche effettuate nel corso dei mesi sull’affittanza dell’azienda.

Le officine meccaniche Quilici nascono nel gennaio 2000 e lo stato di crisi si manifesta nel 2012 quando il vertice aziendale ha manifestato l’intenzione di mettere la società in accomandita semplice in liquidazione.

Il 27 luglio, nel mezzo della crisi industriale, la decisione di mettere in cassa integrazione guadagni per 12 mesi i 46 dipendenti (oggi rimasti in 30).

Una cassa integrazione stabilita in accordo con la Provincia, iniziata il 1 agosto 2012 e che terminerà il 31 luglio 2013. Nel frattempo la dirigenza delle officine meccaniche Quilici ha provveduto all’affitto del ramo d’azienda per l’esecuzione degli ordini in corso a parziale salvaguardia dei posti di lavoro alla società adesso diventata con sede a Bologna.

Il 12 settembre scorso la Quilici e la Qmech hanno stipulato un accordo fondamentale anche a livello sindacale perché ha consentito a una parte dei dipendenti delle officine meccaniche di Anchiano (18 lavoratori) di poter svolgere la loro attività nel sito di Renaio (Coreglia Antelminelli).

La crisi delle officine meccaniche era legata al rapporto con la Nuova Pignone, il cliente principale se non unico della società della Media Valle. Il mancato incasso di crediti nell’ordine del 50% dell’attivo societario aveva portato l’amministratore delegato Pierantonio Quilici, 78 anni, a mettere in liquidazione l’azienda.

Durante la fase pre-concordataria le officine meccaniche sono state autorizzate a non versare la seconda rata dell’Imu (8mila euro) e smaltire rifiuti ammassati nel piazzale dell’impresa attraverso l’affidamento del servizio a due aziende della provincia per un corrispettivo di 1300 euro.

La Qmech, affittuaria del ramo d’azienda, ha presentato un piano industriale che oltre a prevedere il parziale e graduale assorbimento dei lavoratori della Quilici vuole aumentare la posizione di mercato raggiunta dalla società della Media Valle.

Nel piano concordatario è prevista - entro il 30 giugno 2017 e oltre alla pagamento dei creditori privilegiati e chirografari – anche una proposta concreta di acquisto da parte dell’affittuario.

Un segnale importante per i lavoratori e le maestranze aziendali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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