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Lucca

Chiesto il sequestro di 8 milioni alla ditta fratelli Lazzi

Chiesto il sequestro di 8 milioni alla ditta fratelli Lazzi

Dalla Guinigi Costruzioni nell’ambito del contenzioso legato al risarcimento dei danni per l’acquisto dell’area delle ex officine su cui dovevano sorgere appartamenti e negozi e che invece dev’essere bonificata. La decisione del giudice Capozzi attesa a maggio

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Prima udienza del processo civile davanti al giudice Carmine Capozzi che vede da un lato la Guinigi Costruzioni chiedere un sequestro conservativo per un importo di 8milioni di euro (2,3 legati all’acquisto dell’area, il resto per interessi maturati, mancato guadagno e altri oneri) alla Fratelli Lazzi, Lazzi Vi.Tur.spa e all’ingegner Franco Lazzi rei di aver venduto l’area dove sorge l’ex officina in via Catalani a S. Anna sapendo del gravissimo inquinamento del sito e della contaminazione perpetrata in decenni di attività. Stando alla parte attrice nel contratto non risultava la presenza nel sottosuolo di prodotti petroliferi inquinanti (idrocarburi e trielina) che la polizia provinciale, in seguito a un’inchiesta, ha accertato essere il frutto dell’attività svolta dalla fratelli Lazzi. A parlare per primo della vicenda in consiglio comunale fu il consigliere Celestino Marchini e su quell’imput proprio di recente la Provincia ha ordinato all’azienda di trasporto pubblico di bonificare l’area dove dovevano sorgere negozi e appartamenti con i lavori fermi ormai dal dicembre 2010 quando la Guinigi Costruzioni accertò che nel sottosuolo c’erano cisterne contenenti liquidi inquinanti. La Lazzi si oppone sostenendo che l’inquinamento dell’area non sarebbe frutto unicamente dell’azienda, ma di contributi qualitativamente e quantitativamente distinti e posti in essere da soggetti diversi. Sulla richiesta di sequestro conservativo degli oltre 8milioni - l’equivalente del presunto danno arrecato - si pronuncerà il giudice entro il 10 maggio.

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