Il Tirreno

Lucca

Settantenne accusato di stalking dall’ex socia

Settantenne accusato di stalking dall’ex socia

La donna più giovane di 25 anni sostiene che l’imprenditore abbia inviato e-mail per farle pressioni di natura sessuale in cambio della estinzione di un debito

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LUCCA. Un imprenditore lucchese ultrasettantenne è finito nei guai dopo la denuncia dell’ormai ex socia d’affari - una donna di 48 anni residente nella periferia cittadina - che sostiene di essere caduta in uno stato d’ansia e depressione causato delle pressanti e continue richieste del manager aziendale. In sostanza, stando all’esposto-denuncia presentato dalla donna, l’imprenditore con una serie di messaggi ed e-mail l’abbia invitata ad estinguere un debito contratto con lui di poco superiore ai diecimila euro arrivando, più o meno velatamente, a farle capire che quel il pagamento poteva avvenire anche in modo diverso da quello tradizionale legato al versamento della somma di denaro attraverso un bonifico bancario. Un pagamento in natura, un rendez vous a sfondo erotico-sessuale. Inviti via computer continui, ma mai volgari. Nessuna offesa o minaccia. Tutto molto soft e discreto. Ma per l’avvenente donna in affari più che sufficiente per farla cadere in depressione e, dopo aver consultato un legale, decidere di presentare in procura un esposto-denuncia per violenza privata e stalking.

L’origine. L’origine giudiziaria della vicenda è datata ottobre-novembre 2012 quando i rapporti tra i due soci in affari si rompono definitivamente e lei decide di rivolgersi alla magistratura. L’ultrasettantenne lucchese e la quarantottenne lavorano assieme da tempo. Sono soci d’affari in diverse imprese. A un certo punto lei vive una crisi di liquidità e l’anziano imprenditore effettua pagamenti e versamenti per conto della donna in attesa che lei possa restituire quel denaro. Una cifra superiore ai diecimila euro. Ma il tempo passa e l’imprenditore, che manifesta un certo interesse di natura fisica nei confronti della donna, alla fine dello scorso anno le chiede la restituzione del «prestito». Le invia prima un messaggio, poi delle e-mail. E quando la socia in affari gli fa capire che in quel momento non ha a disposizione la cifra richiesta lui commenta in un altro messaggio che «in qualche modo risolveremo i problemi».

Udienza preliminare. Il materiale probatorio (sms, email, ecc) raccolto dalla donna e trasmesso alla procura non sembra però così esplicito come sostiene l’imprenditrice che, evidentemente, soltanto a livello telefonico ha avuto richieste di natura sessuale in cambio dell’estinzione del debito. Adesso la palla passa al giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci che discuterà la vicenda il 18 aprile dopo che il legale della donna si è opposto al decreto di archiviazione presentato dalla procura della Repubblica.(l.t.)

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