Finanza
Gesam, parte l’opera di potenziamento
Sindaco e nuovo Cda assicurano il massimo impegno per far rimanere sul mercato l’azienda partecipata
LUCCA. «Non vogliamo svendere ma incrementare. Faremo di tutto perché Gesam continui a rimanere sul mercato». Il sindaco Alessandro Tambellini non si nasconde dietro il futuro di Gesam, sa benissimo che tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 è prevista la gara provinciale per il rinnovo delle concessioni del gas e annuncia che l’azienda farà di tutto per arrivare attrezzata all’appuntamento. E se è vero che l’operazione è sicuramente ambiziosa, il primo cittadino spiega che la nomina di Ugo Fava come presidente e dei nuovi membri del consiglio di amministrazione va in questa direzione. E per il momento Fava fa sapere che non si esclude a priori nessun tipo di strategia proprio per evitare di poter perdere qualche occasione importante. Per questo rimane assolutamente in piedi la possibilità di creare un’Ati, un’associazione temporanea d’impresa, o addirittura di presentarsi da soli a un appuntamento che comunque ci sarà tra almeno 17 mesi. Nel caso dell’Ati, il compagno naturale con il quale unirsi sembrerebbe essere la Toscana Energia spa che già detiene il 40% del capitale sociale, grazie al quale ha due rappresentanti nel consiglio di amministrazione, e soprattutto possiede il resto della rete di distribuzione del gas a livello provinciale. Un’operazione sostanzialmente a costo zero con un socio però ingombrante che il nuovo cda della società lucchese vuole imparare a conoscere meglio, senza contare che il sindaco ha ribadito a più riprese che, in caso di aggregazione, Gesam dovrà essere il soggetto aggregante.
Se invece il gruppo preferirà presentarsi da solo all’appuntamento, dovrà reperire una buona dose di liquidità, tra gli 80 e i 100 milioni di euro, per poi essere in grado di comprare il 55% della rete provinciale di cui non è proprietaria. L’obiettivo in questo caso è impegnativo e Gesam con le proprie forze non potrebbe farcela, ma Fava ipotizza la creazione di un prodotto finanziario che possa essere collocato sul mercato e che per 12 anni offrirebbe rendimenti piuttosto interessanti e sicuramente più alti rispetto ai tassi attuali dei titoli di Stato.
«Il posto migliore per trovare risorse è il mercato – spiega – dobbiamo studiare questa strada e quindi non sappiamo anticipare se si tratterebbe di un prodotto destinato ai piccoli o ai grandi investitori. In più potrebbero esserci anche istituzioni locali interessate a questo tipo di margini di guadagno e a un tipo di investimento sicuro».
Tambellini ci tiene a precisare che Gesam è una delle aziende più importanti del panorama cittadino e per questo sottolinea come le scelte dei nuovi componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale siano state fatte in base alla competenza e alla professionalità. «Dei tecnici qualificati per portare in alto la società», dice lui, che poi spiega come anche in questo caso si siano perseguiti i principi di massimo risparmio riducendo il numero dei componenti – da 9 a 5 – e fissando tetti di spesa e di compenso per i ruoli da ricoprire. Al presidente del cda andranno 18mila euro all’anno – finora erano 24mila – , mentre ai consiglieri 6mila euro ciascuno, invece di 12mila. Riduzioni anche per quanto riguarda il collegio sindacale dove il presidente percepirà 8mila euro anziché 10mila e i membri del collegio ne prenderanno 5mila invece di 7mila.
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