Il Tirreno

Lucca

«Riduco l’Imu sulla casa e finisco la Tenenza»

di Marco Innocenti
«Riduco l’Imu sulla casa e finisco la Tenenza»

Ad Altopascio il bilancio tiene nonostante i tagli, ma è sempre più difficile far fronte agli interventi nel sociale. «5.000 residenti in più perché si sta bene»

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ALTOPASCIO. Quarto mandato come sindaco, con una pausa in mezzo per il periodo della giunta retta da Giorgio Ricciarelli, mancato parlamentare Pdl solo per il disastroso risultato del partito affidato in Toscana a Denis Verdini, di nuovo candidato se si tornasse presto al voto (e quasi certo di passare, così assicura, se si rispolverassero le preferenze). In venticinque anni di impegno in politica e nell'amministrazione comunale (e provinciale, visto che è ancora consigliere a Palazzo Ducale), il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, ne ha viste di tutti i colori. Ma un momento difficile come questo non lo ricorda.

«Se il Comune non è oggi a rischio dissesto – spiega – é perché abbiamo avuto il coraggio e la lungimiranza di non rispettare il patto di stabilità nel 2011, quando ancora l'ente poteva cavarsela con una sanzione. Avendo la disponibilità di cassa, abbiamo deciso di sforare rispetto alle indicazioni del patto e abbiamo utilizzato cinque milioni di euro per pagare imprese e fornitori che avevano crediti verso l'amministrazione. Abbiamo dovuto pagare una sanzione sui 500mila euro, ma siamo riusciti a ripartire sul pulito, evitando tra l'altro azioni legali da parte dei creditori che avrebbero chiesto anche il pagamento di interessi, mettendoci a rischio di censure da parte della Corte dei Conti. Abbiamo fatto appena in tempo. Dal 2012 chi sfora il patto di stabilità è sanzionato con un taglio di pari importo sui fondi che devono arrivare dal governo e con il blocco delle assunzioni. Sì, abbiamo proprio preso l'ultimo treno».

Quali investimenti siete in grado di fare oggi?

«Mi limito alle opere principali. Abbiamo appaltato i lavori per la piscina, per oltre 6 milioni, ed entro l'anno cominceranno i lavori. A nostro carico, oltre alla costruzione, ci sarà anche la gestione. Altri interventi sono previsti per nuove aree a verde, per un parco giochi coperto vicino alla scuola materna».

C'è chi vi accusa di aver calcato troppo la mano sull'Imu per reperire i fondi necessari per nuovi investimenti.

«La questione non sta proprio in questi termini, ma siamo coscienti di aver fissato un'aliquota (5,5 per mille) troppo alta. Una scelta dovuta al fatto che i trasferimenti statali sono stati tagliati di 2,2 milioni. Ma posso assicurare che l'aliquota del 2013 sarà diversa: l'abbasseremo per la prima casa e la diversificheremo a seconda delle tipologie degli immobili e i redditi dei contribuenti».

È in via di esaurimento, se non finita, la manna che arrivava dagli oneri di urbanizzazione. Nemmeno ad Altopascio si costruisce più, ma questo non vi sottrae dalle critiche di chi sostiene che qui si sia avuta per anni una cementificazione selvaggia che ha cambiato non solo il volto del territorio, ma anche la composizione e le interrelazioni tra i suoi residenti.

«Mi rifaccio a quello che ha dichiarato al vostro giornale il sindaco di Porcari, Alberto Baccini, pochi giorni fa. Ha sostenuto che se la popolazione nel territorio del suo Comune aumenta è perché lì si sta bene. Sono d'accordo con lui e faccio notare che ad Altopascio la popolazione negli ultimi quindici anni è passata da 10 a 15mila residenti. La gente è venuta a vivere qui perché dispone di servizi, viabilità adeguata, una stazione che funziona. E perché abita in un centro importante, cerniera tra i Comuni della Piana di Lucca e le province di Pistoia, Pisa e Firenze. Si è costruito per questa gente e gli edifici non sono tutti uguali e tutti brutti. Tra l'altro il boom dell'edilizia è cessato da cinque anni e da noi c'è l'invenduto che in questo momento si registra ovunque. Siamo nella media e andiamo meglio di altri Comune nel rapporto dell'indice di urbanizzaione rispetto alla superficie del territorio, ad Altopascio pari al 18%».

Non può negare che la sua cittadina abbia però cambiato volto, l'integrazione non sembra facilissima e la percezione di insicurezza è evidente.

«L'integrazione tra vecchi e nuovi residenti, stranieri compresi, c'è e si riscontra nelle scuole e nella vita di tutti i giorni. È vero tuttavia che anche qui, come in altri centri, stazionano poche decine di persone nullafacenti che se ne stanno tutto il giorno in giro e destano inquietudine. A mio avviso ci sarebbe bisogno di maggiore pressione nei controlli. Per quanto riguarda il Comune, abbiamo da anni esteso i pattugliamenti notturni fino alle 3 e stiamo lavorando per ampliare l'organico dei vigili urbani».

È una critica all'operato dei carabinieri e delle altre forze di polizia? Pensa che potrebbero e dovrebbero fare di più?

«Non mi permetto di entrare in ragionamenti di questo genere. Io vado avanti nella realizzazione della nuova Tenenza che consegneremo entro l'anno, ristrutturando l'attuale sede solo per gli uffici e recuperando alloggi in un altro immobile. Il tutto a spese del Comune. Dopo però sarà necessario avere l'organico necessario. Visto l'impegno finanziario che ci è richiesto per la Tenenza, avevo sollecitato garanzie scritte sulla dotazione di organici adeguati, ma non ho avuto risposta. Oggi ci sono 17 carabinieri, era previsto che arrivassimo a 26».

Lei è stato uno strenuo sostenitore delle ronde, poi l'iniziativa è abortita.

«Non per colpa mia. Avevamo già avviato i corsi previsti dalla legge e avevano aderito 44 perone. Poi il regolamento di attuazione ha previsto tanti e tali requisiti e cavilli che di fatto l'applicazione è diventata impossibile».

Altopascio è stata nota nel tempo per la piaga del caporalato. La mattina all'alba, in piazza, si reclutavano i lavoratori che finivano nei cantieri dell'edilizia dove venivano pagati al nero. È cambiato qualcosa?

«Se lei viene qui la mattina a quell'ora trova la piazza deserta. Il fenomeno a cui fa riferimento è cessato da tempo. Il nostro impegno, nel campo del sociale, oggi è riversato tutto nei corsi di lingua per gli stranieri residenti e nelle tante iniziative di sostegno. Il 90% della gente che viene dal sindaco non chiede più il permesso per ampliare la casa o agevolazioni su altre pratiche: tutti cercano aiuti e lavoro. Abbiamo una struttura che cerca di garantire sostegno a chi ha veramente bisogno, interveniamo dove necessario con contributi diretti e sugli affitti e le bollette. Le iniziative del sociale assorbono una parte sempre più importante del nostro bilancio. La cosa più difficile è dare risposte o speranza a chi cerca lavoro: le crisi dei panifici, penalizzati dalla liberalizzazione Bersani sulla panificazione, i problemi della Fornace Lam e il momento nero dell'edilizia hanno effetti pesanti. Per nostra fortuna tengono il settore cartario e il manifatturiero in genere».

Non può essere il turismo a far arrivare un po' di ossigeno?

«Ci puntiamo e facciamo il possibile per attirare flussi. I nostri brand sono il pane e la Francigena, che porta già oggi 2.500 pellegrini all'anno nella foresteria del Comune, con 8 posti dati gratuitamente. Abbiamo in corso di realizzazione un progetto per migliorare l'accoglienza in un immobile inserito nel cuore del centro storico tra le vestigia dell'epoca del Tau. Ma scontiamo pesantemente la cessazione della promozione che faceva l'Apt. Anche Altopascio ha ribadito, nel summit alla Camera di Commercio, la necessità di una cabina di regia che provveda a sostituire l'opera dell'Apt, e pure noi indichiamo il Comune capoluogo come capofila di questa operazione. Sarebbe utile per tutti promuovere tutte le attrazioni del territorio come un pacchetto unico».

Siete tra le poche zone che nel corso degli ultimi anni hanno visto opere viarie. Cosa manca per completare l'opera che sta allontanando la morsa dei Tir dal centro storico?

«Il terzo lotto della circonvallazione ha collegato via Galeotta con la via del Valico e la Bientinese. Per chiudere il cerchio ora manca il tratto tra la Bientinese e il casello del Frizzone, tramite la via di Lucia. Altopascio e Porcari hanno da tempo dato il loro ok, ma non vedo la stessa premura in altri Comuni, che mi paiono bloccati dalle pressioni di forze che da sempre si oppongono a nuove opere stradali. Ho quasi la sensazione che altrove si tenda a chiudere il mandato senza fare un metro di nuova viabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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