La manifestazione
Quel giovane è un potenziale omicida
Il tunisino di 18 anni evaso dal centro d’accoglienza voleva le sigarette e non ha esitato a colpire chi gli capitava a tiro
ALTOPASCIO. L’avevano già visto aggirarsi tra piazza Tripoli, piazza Umberto e via Marconi assieme ad altri connazionali uno dei quali imbracciava un bastone chiodato. Ma di questi tempi nel centro di Altopascio immigrati senza lavoro che si trascinano da un bar all’altro bevendo qualche bicchiere di troppo se ne trovano ad ogni ora. In parte sono il frutto della crisi dell’edilizia. Manovalanza venuta da lontano in cerca di un futuro migliore e che oggi ha zero possibilità di trovarsi un’occupazione e va ad ingrossare le file della microcriminalità in costante aumento in tutto in territorio. Eppure il ragazzo tunisino - non ancora diciannovenne - per un pacchetto di sigarette ha rischiato di provocare una carneficina. Prima con un paio di forbici con manico nero ha colpito a due centimetri dalla giugulare un marocchino di 23 anni che si era rifiutato di esaudire il suo desiderio. Poi durante la fuga - rincorso da amici del ferito che volevano farsi giustizia da soli e dal vice comandante della polizia municipale di Altopascio assieme a un militare del radiomobile - ha incrociato un altro immigrato. Un padre di famiglia, regolare sul territorio, che stava rientrando dalla sua bambina. A salvarlo è stato l’istinto. Alla richiesta di sigarette l’uomo ha replicato di non averne e non avere intenzione di acquistarle. La mano del diciottenne ha brandito le forbici nell’atto di colpire il volto del marocchino che gli stava di fronte. Il giovane padre con la coda dell’occhio ha visto l’oggetto appuntito e si è scansato quel tanto che basta per evitare che le lame si conficcassero in faccia. È stato ferito alle dita di una mano (sei giorni di referto medico). Nel frattempo vigili e carabinieri bloccavano il diciottenne che non si arrendeva. Si dimenava, inveiva al punto di colpire, prima di essere disarmato e caricato sulla macchina dei militari, l’appuntato e procurargli ferite giudicate guaribili in una settimana.
Capi d’imputazione. Alla fine l’immigrato di 23 anni se l’è cavata con una ferita al collo giudicata guaribile in 8 giorni. Il sangue fuoriuscito copioso e i soccorritori rimasti sull’asfalto una ventina di minuti per tamponare la ferita e mettere in sicurezza il paziente avevano fatto temere il peggio tanto che l’extracomunitario era giunto al pronto soccorso in codice rosso. Il sostituto procuratore Lucia Rugani ha incriminato il diciottenne con l’accusa di tentata rapina, lesioni aggravate e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Stamani è prevista l’udienza di convalida dell’arresto. Tra l’altro il ragazzo, nonostante la giovanissima età, nel recente passato si era reso protagonista di una serie di reati contro il patrimonio tra cui una rapina e proprio il giorno antecedente la vigilia di Pasqua era evaso dalla comunità Alice a Massa dove avrebbe dovuto scontare la custodia cautelare. La scelta di giungere ad Altopascio sarebbe stata dettata dalla presenza di parenti in zona. I carabinieri hanno assicurato maggiori e più incisivi controlli in determinate fasce orarie.
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