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Lucca

Medicina d’urgenza al pronto soccorso

Medicina d’urgenza al pronto soccorso

Entro giugno un reparto con 12 posti letto dove i pazienti potranno restare fino a 72 ore

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LUCCA. Dodici posti letto in più al pronto soccorso. Un piccolo reparto nell’area dell’emergenza-urgenza, dove i pazienti potranno restare per un massimo di 72 ore, in modo da poter affrontare e risolvere svariate patologie senza dover ricorrere ai tradizionali ricoveri. Sarà attivata entro giugno la medicina d’urgenza al pronto soccorso del Campo di Marte.

Lo annuncia il direttore sanitario Joseph Polimeni, che illustra un progetto che l’azienda ritiene strategico, anche in vista dell’apertura del nuovo ospedale. I locali sono stati individuati, il personale pure, quindi resta da mettere a punto gli ultimi dettagli per far partire un’attività che costituirà un servizio in più per i malati. La medicina d’urgenza sarà collocata al piano superiore del padiglione dove ora si trova il pronto soccorso. Camere di 2-3 letti per un totale di 12 posti, con sei medici che nell’arco delle 24 ore si alterneranno per prestare assistenza e cure.

Due di questi medici vengono assunti con il piano occupazionale di cui parliamo in questa stessa pagina. Gli altri quattro verranno recuperati attraverso una riorganizzazione del servizio dell’emergenza territoriale, il 118: sarà ampliato l’orario di attività dell’ambulanza infermieristica, in modo tale da poter destinare quattro medici alla nuova funzione.

«Questo servizio rappresenta il completamento del pronto soccorso – spiega il direttore sanitario dell’Asl 2 -. Alle postazioni di visita, ai letti di osservazione breve intensiva, dove i pazienti restano al massimo 24 ore, si aggiunge questo reparto, dove i malati potranno stare fino a 72 ore, con un prolungamento dell’osservazione evitando così ricoveri impropri».

C’è anche un altro aspetto ritenuto importante. «Con la medicina d’urgenza – spiega Polimeni – si riscopre il ruolo del medico del pronto soccorso, che si riappropria di una visione più complessiva dei casi, seguendo non solo l’urgenza ma anche la fase successiva. Inoltre attivarla è fondamentale perché si coniuga bene con il modello per intensità di cura, che prevede la figura del medico tutor, che gestisce il paziente dall’ammissione alla dimissione, senza dover effettuare turni di guardia o attività ambulatoriale».(f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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