Sicurezza
I paletti del Comitato «Non diminuire i servizi»
CASTELNUOVO. La nuova relazione sull'ospedale unico della Valle del Serchio a Piano Pieve confermerà l'ipotesi al ribasso rispetto al protocollo d'intesa dell'aprile 2012? È la domanda cruciale a...
CASTELNUOVO. La nuova relazione sull'ospedale unico della Valle del Serchio a Piano Pieve confermerà l'ipotesi al ribasso rispetto al protocollo d'intesa dell'aprile 2012? È la domanda cruciale a cui sindaci e cittadini aspettano una risposta che non si sa ancora quanto tarderà ad arrivare.
Il comitato Per la sanità nella Valle del Serchio, pone però alcuni punti fermi all'interno della discussione. In primis, la speranza del rispetto di quanto firmato da Regione, Asl e Conferenza circa un anno fa: nel nuovo presidio stessi servizi sanitari offerti oggi a Castelnuovo e Barga, ma con una sensibile riduzione dei posti letto (da circa 150 a 122). Numeri che la prima relazione regionale sembrava aver rimesso in discussione. «Partiamo da una considerazione - dice Ugo Mazzei, presidente del comitato - l'area scelta è vicina a uno dei due attuali ospedali e visto che la nuova struttura sarà certamente accessibile quanto la vecchia, crediamo che ciò che è presente al S. Croce venga mantenuto: pronto soccorso, medicina, cardiologia, chirurgia, ortopedia, tac e risonanza». Alcuni servizi come ortopedia, sono stati definiti “modello” dalla direzione aziendale: «Il ragionamento potrebbe allargarsi ancora - spiega Mazzei - reparti di eccezionale importanza come cardiologia e radiologia, di cui si prefigurerebbe la chiusura, vanno tagliati perché non più sostenibili economicamente? Difficile: di recente è stato inaugurato un servizio di diagnostica privato, segno che il servizio è richiestao». Sul punto nascite, invece, il Comitato ribadisce le parole del dg D'Urso e dell'assessore Marroni che hanno chiarito che «ci sarà in ogni caso». «Il comitato non può certo illudersi che la nuova commissione tecnica proponga servizi in più rispetto a quanto stabilito dal Protocollo d’intesa del 2012 spera però che il suo lavoro non risulti utile a tagliare rispetto a quanto stabilito dalle istituzioni»
Luca Dini
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