Il Tirreno

Lucca

Hotel mai costruito e dimenticato

Resta uno scheletro di cemento della struttura che doveva essere realizzata ai laghetti di Palaiola

2 MINUTI DI LETTURA





PIEVE DI COMPITO. Uno scheletro di cemento. Tanto è rimasto del grande progetto del nuovo albergo ai laghetti di Palaiola, lungo la Sarzanese-Valdera, nel Compitese.

Il cantiere è stato aperto tre anni fa, nel 2010, ma della struttura sono state realizzate solo le colonne portanti in cemento armato e il tetto. Di tutto il resto, neanche l’ombra. In pratica, niente è cambiato dal luglio 2010, a parte il fatto che sono state rimosse le impalcature tutto attorno alla struttura.

Il cartellone con i permessi ottenuti dal Comune di Capannori sta sbiadendo e ora la gente della zona si chiede che fine farà questo abbozzo di edificio, se i lavori riprenderanno o se rimarrà un’incompiuta.

Il progetto era stato inserito nel regolamento urbanistico approvato nel 2004 dall’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Michele Martinelli ed era sopravvissuto alla variante allo stesso regolamento varata dall’amministrazione Del Ghingaro nel 2009.

Aveva sollevato non poche polemiche e in molti ne avevano richiesto lo stralcio.

Il piano d’intervento, inserito in un’apposita scheda normativa, prevedeva il recupero ambientale e la riqualificazione di tutta l’area conosciuta come “ai laghetti”, nonché la costruzione della struttura ricettiva: un edificio di due piani fuori terra, da realizzarsi nel pieno rispetto dei vincoli (a cominciare dall’utilizzo di materiale caratteristici) ai quali tutta l’area è sottoposta.

Particolare attenzione era stata data alla riqualificazione ambientale, ovvero il recupero e miglioramento dell’area verde che circonda l’edificio che doveva divenire un albergo.

Il laghetto doveva essere parte integrante del parco e tutto l’insieme doveva essere risistemato, anche utilizzando piante di specie autoctone, nel segno della continuità con il paesaggio che circonda la zona, stretta tra i monti Pisani e il padule del Bientina.

Bandito anche l’asfalto, almeno per quanto riguarda i parcheggi, che dovranno invece essere realizzati utilizzando materiali drenanti.

Due anni fa, polemiche ambientaliste a parte, il progetto appariva come un importante investimento nel Compitese e nelle sue potenzialità turistiche.

Oggi, nessuno è in grado di dire se il complesso alberghiero avrà un futuro.

«Così non può rimanere. Se la società che ha iniziato la costruzione non è in grado di finirla, o si cerca un privato che se ne faccia carico, acquistandola, o si chieda di demolire. I rimpalli di responsabilità non servono in questo momento. È necessario che l’amministrazione comunale si interessi di questa situazione, soprattutto dopo aver permesso che si verificasse - commenta Nicola Lucchesi, del gruppo misto – Non vorrei usare la parola “ecomostro” in maniera impropria, ma rimane il fatto che uno scheletro in cemento armato di quel genere non abbellisce di certo una zona che invece è votata al turismo».

Arianna Bottari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa