Il Tirreno

Lucca

PAURA E PREOCCUPAZIONE DEI COMMERCIANTI

«Dovevamo chiudere i negozi dopo l’aggressione in centro»

«Dovevamo chiudere i negozi dopo l’aggressione in centro»

ALTOPASCIO. Una lettera di protesta inviata alla Prefettura, manifestazioni per richiamare l’attenzione delle istituzioni alla situazione che si è venuta a creare nel centro di Altopascio,...

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ALTOPASCIO. Una lettera di protesta inviata alla Prefettura, manifestazioni per richiamare l’attenzione delle istituzioni alla situazione che si è venuta a creare nel centro di Altopascio, saracinesce abbassate come dimostrazione del senso d’impotenza delle categorie del commercio di fronte a una degenerazione che rischia di allontanare i clienti dal paese portando una crisi già conclamata alle estreme conseguenze. I commercianti di Altopascio sono sul piede di guerra. Uno storico esercente come Luigi Bonini, 70 anni, da quasi 50 titolare del negozio di fotottica in via Cavour che ammette di aver paura: «Ormai ho smesso anche di andare al bar accanto al mio negozio. - racconta il commerciante che sabato pomeriggio ha assistito alla scena dell’aggressione all’immigrato da parte del connazionale poi finito in manette - Quando è accaduto l’accoltellamento in piazza abbiamo perso l’occasione di chiudere la saracinesca e tornarsene a casa. Di clienti se ne vedono sempre meno perché in giro ci sono troppi extracomunitari che non fanno niente tutto il giorno e si ritrovano vicino alla chiesina di S. Rocco. Litigano, si ubriacano, urlano e poi compiono atti di violenza e commettono reati. Le forze dell’ordine? Ma se non hanno neanche i soldi per mettere la benzina nella macchina come possono competere con la criminalità che si dota spesso di auto veloci? Aumentare le pattuglie e la sorveglianza è soltanto un palliativo. Servono misure più drastiche. Le fabbriche ad Altopascio chiudono una dopo l’altra, non c’è lavoro neanche per gli abitanti com’è possibile che questa gente possa trovare un impiego?» Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente del direttivo del centro commerciale naturale, Roberto Malanca: «Vigilanza privata? Ronde? Più pattuglie sul territorio? Sono cerotti su una piaga non più risanabile. Occorre una legislazione più severa nei confronti di chi delinque e servono maggiori finanziamenti per le forze dell’ordine. Altopascio è già una zona difficile perché crocevia di quattro province. Se poi alla crisi latente innesti la presenza di immigrati senza lavoro la miscela diventa esplosiva».

Luca Tronchetti

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