Il Tirreno

Lucca

Riaprirà a San Vito l’ambulatorio per i più piccoli

di Fabrizio Tonelli

Asl e pediatri di libera scelta lavorano a una nuova intesa che consenta di far ripartire l’attività entro un paio di mesi

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LUCCA. Nell’occhio del ciclone per la soppressione del servizio dell’ambulatorio pediatrico al sabato e nei giorni festivi, l’Asl scende in campo con il direttore generale Antonio D’Urso e il direttore sanitario Joseph Polimeni per spiegare come e perché si è arrivati a questa decisione.

E soprattutto per annunciare che entro un mese o due il servizio sarà ripristinato a livello territoriale, probabilmente al distretto di San Vito, mentre a regime – dopo l’apertura del nuovo ospedale a San Filippo – i pediatri di base dovrebbero entrare a operare nelle Ucct, le cosiddette unità di cure complesse territoriali. Ovvero le Case della salute, una delle quali sarà realizzata in un’ala del Campo di Marte che dopo la dismissione resterà in uso all’Asl 2.

Scelta concordata. «La decisione di sospendere il servizio – spiega il direttore D’Urso – non è unilaterale, ma è stata concordata con i pediatri di libera scelta. Addirittura la convenzione è scaduta lo scorso 30 dicembre, ma si è andati avanti cercando di capire se c’era un modo di proseguire l’attività, che non è mai stata regolamentata».

Il quadro normativo. Che significa? Lo spiega il direttore sanitario Polimeni. Il progetto della guardia medica pediatrica di fatto è partito in modo sperimentale nel 2001-2002, rappresentando un supporto per il reparto è un’opportunità per i bambini bisognosi di assistenza. Sono però nati problemi perché professionisti esterni, appunto i pediatri di libera scelta, si trovavano a operare in ambito ospedaliero, con difficoltà anche a livello giuridico e contrattualistico. Inoltre non c’è mai stato l’inserimento dei flussi a livello informatico e il servizio era possibile solo per i pazienti residenti. Da qui la necessità di regolamentare diversamente l’attività.

Più personale. «Ci rendiamo conto – afferma il dottor Polimeni – che ci sono due conseguenze dirette: da un lato la cittadinanza perde una opportunità; dall’altra i pediatri del reparto si vedranno aumentare il lavoro, visto che i pazienti che affluiranno al pronto soccorso in caso di necessità saranno poi dirottati in pediatria. Ma proprio per far fronte a questa situazione abbiamo deciso di assumere tre pediatri: uno per la Valle del Serchio e due per il Campo di Marte».

L’aspetto economico. L’Asl nega che sia stata decisiva la questione economica. La chiusura dell’ambulatorio non sarebbe quindi una conseguenza della spending review, anche se deve essere ancora trovata l’intesa con i pediatri di base sui compensi.

Che secondo l’azienda non possono essere maggiori di quello che percepisce – a livello orario – un medico dipendente. In ogni caso il servizio è costato all’azienda sanitaria circa 85mila euro l’anno, più la quota destinata al personale di supporto, infermieri e operatori socio-sanitari. L’accordo con i pediatri di base oltre all’aspetto normativo e organizzativo, dovrà quindi prevedere anche quello economico. Ci sarà da capire anche su quante ore sarà articolata l’attività: all’ospedale i pediatri di libera scelta operavano 2-3 ore al mattino e altrettante al pomeriggio, sia il sabato che la domenica.

Assistenza sul territorio. Che cosa accadrà adesso?

«Anzitutto – spiega il dottor Polimeni – sarà fatta formazioni ai medici della continuità assistenziale, corsi per consentire loro di operare al meglio anche sui bambini. Poi l’esperienza continuerà al di fuori dell’ospedale».

L’Asl sottolinea che questa attività non è più prevista in nessun ospedale della Toscana fatto eccezione per il Meyer e che comunque i genitori, se si verifica una necessità urgente, possono rivolgersi al triage del pronto soccorso, aggiungendo infine che il livello di in appropriatezza è stato comunque enorme.

Da qui insomma la ferma volontà di portare l’attività fuori dal Campo di Marte, a livello territoriale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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