Finanza
Quando la “vittima” si ribella
Il creatore della pagina del Machiavelli: talvolta dobbiamo cancellare una frase
LUCCA. Fra le pagine “Spotted” di Lucca c’è quella del Liceo classico Machiavelli. E il suo amministratore ha accettato di rispondere - anonimamente e via Facebook - ad alcune domande.
Come è nata l’idea?
«Una ventina di giorni fa la mia bacheca è stata invasa di post di varie pagine spotted. Allora mi sono detto: “Perché non la creo io la pagina della mia scuola?”. Detto fatto. Dieci minuti dopo era pronta».
Come vi comportate con i messaggi che contengono nomi e cognomi. E con quelli offensivi?
«Inizialmente non c’erano regole, anche perché la pagina doveva svilupparsi e ottenere visibilità. Col tempo ho pensato sarebbe stato meglio inserire solo le iniziali, o nome e iniziale del cognome, perché non mi sembrava giusto che le persone venissero scaraventate in questa pagina senza il loro consenso. A questa decisione si è aggiunto anche il fatto che a volte sono stati inviati messaggi poco carini. Ora riceviamo una quindicina di messaggi al giorno: quelli che non pubblichiamo non sono mai più di due».
Avete avuto problemi con qualche “destinatario” dei messaggi?
«Sì. Ieri un ragazzo molto innervosito mi ha chiesto di eliminare un messaggio che riguardava una sua parente. Era un post divertente e non offensivo, ma alla fine ho dovuto rimuoverlo a causa della sua insistenza. Io preferirei non eliminare i messaggi anche perché, una volta pubblicati, in breve tempo vengono visti da un buon 80% di chi ha messo “Mi piace” alla pagina». (l.c.)
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