Il Tirreno

Lucca

SALUTE MENTALE

Centro diurno, criticato il trasferimento a Marlia

MARLIA. Un trasferimento sbagliato. Tuona la Fasm (Associazione famiglie salute mentale) contro la decisione di portare il centro diurno di Camigliano, reso inagibile dal terremoto di gennaio, nei...

3 MINUTI DI LETTURA





MARLIA. Un trasferimento sbagliato. Tuona la Fasm (Associazione famiglie salute mentale) contro la decisione di portare il centro diurno di Camigliano, reso inagibile dal terremoto di gennaio, nei locali della Casa della Salute. Una soluzione, benché provvisoria, non condivisa dalla Fasmin quanto il comune concederà di utilizzare la terrazza a vetri, da concordare gli orari con gli ospiti della casa di riposo, mentre la stanza destinata agli uffici, dove si programmano le attività,si trova da un’altra parte. La cucina non c’è anche se si può utilizzare la mensa.

La Fasm aveva proposto di collocare il centro a piano terra dove attualmente ci sono gli ambulatori di prelievi e spostare questi al piano superiore, dove ci sono locali liberi: «Così il centro sarebbe indipendente e le attività riabilitative potrebbero svolgersi meglio. L’alternativa proposta è stata di fare una scala esterna ai locali liberi del piano superiore e assegnare questi al centro. Stiamo occupandoci di persone e non di pacchi, persone che hanno bisogno di avere e certezze e spazi adeguati e funzionali per tutte le loro necessità. Pertanto non accettiamo la soluzione proposta, anche se l’assessore Bove afferma che si impegnerà a trovare una soluzione definitiva. Sappiamo che le soluzioni per quanto concerne la salute mentale da provvisorie, come la presente, rimangono perenni».

Riguardo alla situazione del centro di attività diurne  di Camigliano la Fp Cgil esprime preoccupazione per la mancanza di uno spazio adeguato allo svolgimento di molte attività riabilitative del servizio di salute mentale.

«Auspichiamo - dice Silvano Boccasso responsabile settore salute mentale - che il percorso intrapreso congiuntamente dall’Asl 2 e dal comune di Capannori porti ad una soluzione adeguata. Ricordiamo come le attività del centro diurno sono attività socio sanitarie a tutti gli effetti, e abbisognano di strumenti e risorse adeguate pena l’abbassamento dell’esito della cura stessa. Non si tratta quindi di chiedere spazi per intrattenimento ma contesto adeguato per le funzioni di riabilitazione psico-sociale. Il lavoro svolto dagli operatori è delicato e altamente professionale, sulla base del progetto terapeutico riabilitativo individuale, elaborato dalle equipe multidisciplinare che ha in carico i pazienti, si progettano percorsi di riqualificazione della persona e reinserimento ed inclusione sociale di concerto con molte realtà del territorio di appartenenza, lavorando quindi sull’implementazione del lavoro di rete. Tutte attività che richiedono spazi dedicati, adeguati e funzionali, e non di “rimessa”. Il “luogo” in un centro diurno è strumento vitale di lavoro, è già esso stesso riabilitazione. E’ importante che rimanga nella zona in cui è nato e opera, perché il centro diurno si connota  proprio come momento promotore di sinergie sociali e ha senso che sia “sul posto” anche per consentire una congrua accessibilità. Chiediamo di non sottovalutare le attitudini altamente terapeutiche di un centro diurno e confidiamo pertanto in una soluzione a breve , ma anche attenta e adeguata, che consenta la prosecuzione idonea di un servizio importante per i cittadini utenti e le loro famiglie, ma anche la possibilità di lavorare degnamente e professionalmente per gli operatori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa