Il Tirreno

Lucca

Più grande il canale del Soccorso

di Fabrizio Tonelli
Più grande il canale del Soccorso

La portata sarà quadruplicata per cercare di contrastare il fenomeno degli allagamenti a S. Filippo

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LUCCA. Sarà quadruplicata la portata del canale del Soccorso dalla via di Tiglio fino alla confluenza dell’Ozzoretto. Da 0,50 metri cubi di acqua al secondo, il fosso passerà a 2 metri cubi al secondo. Un intervento di 700 metri che costerà 850mila euro: soldi che la Provincia, che ha già predisposto il progetto, attende che arrivino dalla Regione, insieme alle altre risorse richieste per cercare di migliorare la situazione nell’area del nuovo ospedale a SanFilippo.

In particolare 150mila euro da destinare al Consorzio del Bientina per opere su altri fossi e 300mila euro al Comune di Lucca per interventi sul reticolo idraulico minore.

Si riuscirà in questo modo a scongiurare nuovi allagamenti dopo quelli che hanno provocato pesanti danni alle abitazioni delle aree limitrofe al nuovo ospedale?

«Sarà sicuramente un buon intervento - afferma il presidente della Provincia Stefano Baccelli - ma non credo che potrà essere risolutivo per l’assetto idraulico della zona. Purtroppo quello che balza agli occhi è che l’impermeabilizzazione dell’area è stata dovuta a una strumentazione urbanistica che non ha previsto vincoli di inedificabilità. Anzi a fianco dell’ospedale si trovano numerosi capannoni artigianali e industriali. Bisogna quindi fare i conti con il fatto che è mancata una complessiva pianificazione urbanistica dell’area, che la scelta di ubicare qui il nuovo ospedale è stata fatta senza una valutazione di impatto ambientale che tenesse conto dell’assetto idrogeologico e della fruizione della viabilità».

Anche se non serve a cambiare le carte in tavola, Baccelli mette quindi sotto accusa le scelte e le politiche delle precedenti amministrazioni comunali.

Oltretutto il ritardo enorme con cui l’amministrazione Favilla ha riconosciuto l’esistenza del nuovo ospedale ha anche impedito di fare per tempo quelli interventi che avrebbero potuto migliorare la situazione già da tempo.

Di certo qualcuno ha sbagliato. Baccelli, al tavolo della conferenza stampa insieme all’assessore alla difesa del suolo Diego Santi, al direttore generale Riccardo Gaddi e al dirigente alla difesa del suolo Gennarino Costabile, ricorda che il gruppo di lavoro costituito all’epoca da Regione, Comune, Asl e Autorità di Bacino aveva ritenuto che l’area, in quanto non soggetta ad allagamenti, necessitasse solo di un intervento di straordinaria manutenzione del reticolo drenante superficiale. Previsione che si è poi rivelata sbagliata, come evidenziato dagli allagamenti verificatisi a ripetizione. Dall’accordo di programma del 2005 si è però rimasti fermi. La stessa Amministrazione provinciale ha effettuato il primo intervento di ricalibratura del canale solo degli allagamenti dell’estate 2010, quando i 250mila euro già previsti dall’accordo di programma sono stati destinati proprio a questo scopo.

Di certo c’è stata all’origine una sottovalutazione di quello che poteva succedere in un’area peraltro già compromessa prima dell’avvio del cantiere del nuovo ospedale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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