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Operai Eurosak, Pasqua amara

Operai Eurosak, Pasqua amara

«La cassa integrazione non arriva, ci sentiamo abbandonati»

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PORCARI. “Un Natale amarissimo e un 2013 sempre più nero” titolava Il Tirreno lo scorso 3 gennaio. Lo stesso titolo può essere riadattato per la Pasqua. Una situazione drammatica che ha travolto alcuni ex dipendenti dalla Eurosak di Porcari che non hanno ancora riscosso l'assegno della cassa integrazione di 800 euro del mese di gennaio.

A lanciare l'allarme è Graziano Peschiera, 54 anni, 35 dei quali passati nella fabbrica di via Capannori, nonché presidente della cooperativa che si è vista bocciare dal tribunale fallimentare la proposta di affittanza per rilevare la gestione della storica azienda di imballaggi industriali di Porcari dichiarata fallita e chiusa dallo scorso luglio, in attesa della sentenza definitiva della Cassazione.

«Siamo alla fine di marzo e l'assegno di gennaio non si è ancora visto, sia quello mio che di mia moglie. E la stessa storia si è verificata a Natale. E come me nella stessa situazione ci sono altri ex dipendenti della Eurosak. Ci sentiamo come alla deriva, siamo stati dimenticati. Ci siamo rivolti agli uffici dell'Inps per avere chiarimenti, ma non ci hanno dato risposte chiare. Non so se è colpa del governo che non eroga i contributi a sostegno. Fatto sta che i soldi non li abbiamo ricevuti. Per noi è stato un Natale drammatico, non ci sono altre parole per descrivere la nostra situazione. Adesso anche la Pasqua sarà amarissima«.

Una vicenda umana toccante quella dei coniugi Peschiera.

«Io e mia moglie abbiamo lavorato per oltre trent'anni alla Eurosak che era una delle aziende più floride ed importanti del settore e del territorio della Piana. Poi improvvisamente tutti i nostri progetti sono andati in fumo».

Una situazione critica anche per non è riuscito a ricollarsi e trovare un posto di lavoro in altre aziende del settore.«Come cooperativa New Co, formata da una ventina di ex operai della Eurosak, abbiamo provato a salvare l'azienda e il nostro futuro, proponendoci anche come affittuari con l'obiettivo di non fare ripartire l'attività e non fare deperire i macchinari».

Nicola Nucci

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