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Lucca

Invia una foto hard al fidanzato sul web, bufera su Facebook

Invia una foto hard al fidanzato sul web, bufera su Facebook

Raffica di commenti, anche salaci, tra amici e compagni L’immagine è stata tolta, ma è rimasta su alcuni profili

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LUCCA. Le amiche in maggioranza cercano di sollevarla: non è lei la responsabile del tam tam che si è scatenato su Facebook dopo che una sua foto svestita, maglietta e basta, inviata al fidanzato sembra tramite messaggino sms, è finita su Fb perché lui ce l’ha postata.

Dagli amici maschi invece, arrivano dai commenti goliardici («in negozio le mutande le vendono») alle parole volgari. Ma qualcuno, anzi in diversi, si schierano dalla parte della ragazza suo malgrado protagonista della storia: «Lascialo stare, svergogna tu lui per quello che ha fatto», si legge in più in un post all’interno del dibattito virtuale.

Botta e risposta, un fiume ininterrotto di commenti, di accuse e difese.

Sta tutto dentro alle mascherine dei post e dei messaggi di Facebook, affiancati dalle foto di ragazzi e ragazze che, a vario titolo, hanno voluto e vogliono dire la loro.

Il caso scoppia alcuni giorni fa. La giovane studentessa, minorenne, invia al fidanzato (sembra di dieci anni più grande di lei) attraverso un sms una foto discinta: seminuda e ammiccante, in una posa che non lascia adito a interpretazioni, pesantemente osé.

Lui invece di tenersi la foto “privata” della sua giovane fidanzata, pensa bene di esibirla.

E come esibirla meglio se non pubblicandola sulla sua bacheca Fb come una specie di trofeo? I commenti, gli apprezzamenti pesanti cominciano a sprecarsi.

Quando la ragazza si accorge di quanto è successo, cancella la foto dal suo profilo (l’aveva ricevuta di rimbalzo come “amica” su Fb del fidanzato).

Ma questo non basta a cancellare la foto dal profilo degli altri amici: il meccanismo è inesorabile, inclemente da questo punto di vista.

Si scatena un botta e risposta dove c’è davvero di tutto, e dove la protagonista è quella che parla meno di tutti.

Le amiche, soprattutto, la proteggono e la difendono da apostrofi pesanti, e qualcuna le confessa che «se ti avessi avuta davanti quando ho visto la foto ti avrei presa a schiaffi. Ma che ti sei messa a fare?». E poi però, affettuosamente, continua «non ti preoccupare, ci sono io».

Una lunga sfilza di commenti, compreso riflettere sul rischio che i genitori della minorenne vengano a conoscenza di tutto.

E il rischio potrebbe esserci, dal momento che la vicenda, circolata tra i giovani, ha attraversato anche aule scolastiche ed è giunta all’orecchio di un numero di docenti.

Non solo: del caso si starebbe interessando anche la polizia postale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web