Sicurezza
Eremo di Calomini isolato dalla frana sotto l’abbazia
Lo smottamento sulla provinciale 39 ha reso impossibile l’accesso e il sindaco ha dovuto chiuderla. Si arriva solo dal sentiero interno usato per il trekking
VERGEMOLI. L’Eremo di Calomini tornerà ad essere, a tempo indefinito, lo splendido luogo di meditazione isolato dal mondo. Non per scelta della Curia o disposizioni dall’alto, ma per colpa dell’ultima grossa frana verificatasi dieci giorni fa, che ha devastato il versante montano sotto l’abbazia e reso l’unica strada di accesso impraticabile, che quindi resterà chiusa fino al termine dei lavori di messa in sicurezza.
Si tratta, oggettivamente, di una situazione di pericolo costante, che ha costretto il sindaco Michele Giannini a prendere provvedimenti drastici, vietando il transito veicolare e pedonale dal tratto del bivio con la Sp39 fino all’ingresso dell’edificio. L’unica via per giungere all’Eremo sarà il sentiero interno pedonale usato dagli amanti del trekking. Il primo cittadino, dunque, ha accolto la richiesta della Geo Alpi Italiana, l’azienda che sta effettuando i lavori sul tratto più a monte della strada, e non cambia idea: «Da pochi giorni sono partiti i primi lavori di sistemazione – afferma Giannini - , e non revoco l’ordinanza finché le opere non saranno completate. Devo salvaguardare l’incolumità degli ospiti dell’Eremo, delle maestranze impegnate nella messa in sicurezza e soprattutto bisogna scoraggiare incidenti a turisti o fedeli che vogliono dirigersi in quella zona. E’ una decisione presa con grande ponderazione, per tutelare tutti». Tra l’altro, nell’ordinanza sindacale, si fa obbligo ai religiosi presenti nella struttura di dotarsi di telefono cellulare e tenersi in contatto costante coi referenti della Geo Alpi per ogni necessità. L’unica, parziale eccezione a questo divieto concerne i mezzi di soccorso e i proprietari frontisti: questi ultimi, potranno transitare muniti di documentazione soltanto dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 18.30 alle 7.30 del mattino: «Dieci giorni fa, vennero scaricati tanti massi sul fondo stradale – continua Giannini -, come due mesi orsono. Ma siccome non mi piace aspettare, come amministrazione comunale abbiamo subito messo a disposizione già 100.000 per la sicurezza dell’area (di cui ventimila con fondi di bilancio e il resto con contributi comunitari, ndr), ma per quest’ultimo evento ne servirebbero tre volte di più. Infatti, abbiamo presentato richiesta alla Regione per avere i fondi». Le piogge abbondanti non facilitano certo il compito, visto che in quel tratto di strada lungo due chilometri e mezzo e pieno di curve, il pericolo di altre frane resta elevato. Ma visto che il santuario è rinomata meta turistica e di pellegrinaggi, per la prima volta dopo decenni, sarà una Pasquetta senza fedeli: «Ci sono i sentieri pedonabili alternativi - chiude il sindaco vergemolese – e sono state allestite squadre di vigili urbani che controlleranno che il divieto di transito sia rispettato, scoraggiando eventuali furbetti».
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