Il Tirreno

Lucca

Variante urbanistica per l’ospedale che non ci sarà

di Nicola Bellanova

Il consiglio di Barga, all’unanimità, ha dato l’ok Una scelta forte contro la decisione di farlo a Piano Pieve

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BARGA. Più che una semplice variante approvata, è una scelta politica chiara e netta: Barga non si rassegna al fatto di perdere il nuovo ospedale unico nell’area di Mologno. E così, lunedì sera, l’intero consiglio comunale ha unanimemente votato favorevolmente le controdeduzioni presentate sull’adozione del piano di localizzazione, e approvato altrettanto unanimemente una sorta di “acconto” del futuro regolamento urbanistico che verrà portato al voto, nelle intenzioni della giunta Bonini, entro la metà di maggio.

Ma andiamo con ordine. In seguito alla precedente votazione del consiglio sulla variante urbanistica, si è dato tempo per legge di presentare le eccezioni degli enti locali e dei privati in merito alla soluzione Mologno come area adibita a servizi socio sanitari. Sul tavolo del dirigente urbanistica sono arrivate sei deduzioni, tra loro diverse, tre delle quali parzialmente accolte.

Poi, al momento del voto dell’aula, d’incanto le divisioni politiche sono state accantonate, e l’intera assemblea ha dichiarato con i fatti la sua intenzione di provare a far di tutto per avere il nuovo ospedale sul fondovalle. L’assessore all’urbanistica, nonché vicesindaco, Alberto Giovannetti, ha seguito passo passo l’intero iter: «Abbiamo anticipato le previsioni del nuovo regolamento urbanistico per la zona di Mologno, norme che varranno in futuro».

Quindi, nelle intenzioni degli amministratori borghigiani, la partita dell’ospedale non è ancora finita: «Dal punto di vista urbanistico siamo pronti ad accogliere la struttura – continua l’assessore -, e siamo stati tra i primi a compiere questo passo, che ci mette a posto a livello normativo».

Particolarmente apprezzato è stato il gesto di collaborazione dell’opposizione di Spazio Libero, che dopo le baruffe della precedente seduta e la finale approvazione di un ordine del giorno ad hoc, si è trovata sulla stessa lunghezza, dando un segno di unità del territorio. Un segnale politico importante, quello lanciato da Palazzo Pancrazi. Al di là del nuovo nosocomio, il territorio cambierà volto: «Questo atto è preliminare all’adozione del nuovo regolamento urbanistico generale, che sarà portato in consiglio entro il 15 maggio. Stiamo per partire con le verifiche con Provincia e Regione, e ci siamo dati la possibilità di poter anticipare i tempi sulla approvazione degli strumenti urbanistici».

Per la cronaca, le deduzioni presentate alla variante sono state sei. Due osservazioni portate da privati residenti nella frazione di Mologno, uno interessato alla vicenda relativa all’eventuale esproprio dei terreni su cui nel progetto sorgerebbe il nuovo ospedale, l’altro che chiedeva che la struttura venisse localizzata al di là della ferrovia. Entrambe le proposte sono state rigettate per la presenza dei vincoli idrogeologici legati alla vicinanza del fiume. Sono state invece accolti i tre rilievi della Provincia e della Regione, che hanno chiesto rassicurazioni dal punto di vista logistico, ossia una rete di strade idonea che regga il traffico da e verso l’area.

Infine, l’ultima osservazione è stata presentata dal Comune di Gallicano, che chiede di servire l’area a monte e a valle con nuove rotatorie per far confluire il traffico anche in considerazione della vicinanza tra i due centri. Questa richiesta è stata rigettata per un difetto di competenza, in quanto le arterie stradali della zona sono gestite da Provincia e Regione.

Certo, dopo le due votazioni in sede di Articolazione Zonale prima e Conferenza dei Sindaci poi, la strada per Piano Pieve sembra tracciata. Ma qualora la Regione dovesse sconfessare il parere delle istituzioni e designare Mologno, non ci saranno perdite di tempo nell’iter urbanistico, visto che tutto è pronto. Almeno a livello tecnico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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