Attenzione
Ho 4 milioni da investire ma non posso spenderli
La Tia non viene ritoccata da dieci anni: «Qui una famiglia risparmia 1000 euro» Tiene il settore produttivo, tra poco apre McDonald’s e forse un altro discount
PORCARI. «Fare il sindaco al giorno d’oggi è davvero impegnativo, difficile, talvolta anche frustrante. Perché di fatto il governo ci ha tolto l’autonomia e - per quanto riguarda le amministrazioni con i conti in regola come la mia - pure la possibilità di spendere a favore dei cittadini. Ma andiamo avanti, cercando ogni giorno di fare il massimo a vantaggio della comunità».
Parole e musica di Alberto Baccini, 59 anni, iscritto al Pd e renziano della prima ora, impiegato, al secondo mandato (scadrà nel 2017, nel maggio dell’anno scorso è stato rieletto con il 75% dei consensi). Nel suo ufficio che dà sulla piazza intitolata al primo sindaco porcarese, Felice Orsi, spiega gli ostacoli che un amministratore deve affrontare ai tempi della crisi.
Quanto pesano i tagli del governo?
«Tanto. Troppo. L’assurdo è che potremmo investire 4 milioni in servizi e opere pubbliche. Ma, per un meccanismo perverso che si chiama patto di stabilità, non possiamo farlo. Non solo. Attendo con ansia lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione perché ci sono circa 2 milioni di arretrati da pagare ai fornitori. Soldi che una volta in circolo possono creare nuove opportunità di impiego».
Quali sono le conseguenze di questo forzato impasse?
«La rinuncia a opere in programma. Come il Parco del centenario, una realizzazione di prestigio che doveva essere il naturale completamento del nuov o auditorium».
Tagliate le risorse per sociale e scuole?
«No. Partecipano al bando della Fondazione CrL: abbiamo chiesto finanziamenti per la realizzare la palestra della scuola media, del costo di un milione. Attendiamo risposte».
E per l’assetto idrogeologico?
«Al governatore della Toscana ho detto che ci servono 4 milioni per i lavori su rio Leccio e rio Rietto. Le opere idrauliche su quest’ultimo corso d’acqua permetterebbero di mettere in sicurezza la zona di via Pacconi».
Quanto spendete all’anno per il sociale?
«Il capitolo sociale, cultura e scuola assorbe un terzo del nostro bilancio di parte che ammonta a 6 milioni. Non ci sono stati tagli per il settore del sociale, che ci impegna moltissimo essendo in aumento le richieste di contributi per la disoccupazione, per pagare gli affitti e anche le bollette di casa».
A proposito di tariffe: i suoi cittadini si lamentano?
«A Porcari c’è ’imposizione più bassa della provincia. La Tia non viene ritoccata da 10 anni. L’Imu è allo 0,35 per mille sulla prima casa, all’1,06 è quella ordinaria mentre l’aliquota sulla abitazioni concesse in uso gratuito ai figli o ai parenti stretti è pari allo 0,76. L’Irpef è allo 0,2 per cento. Tutto da stabilire per la Tares: spero ci sia un rinvio».
Nessun rincaro in vista?
«Vogliamo alleggerire la pressione fiscale sui redditi più bassi e ottenere qualcosa in più da quelli elevati. D’altro canto viviamo una fase difficile, oltretutto priva di certezze. Dal governo aspettiamo indicazioni necessarie per approvare i bilanci. Non ci sono sicurezze relativamente a Tares e Imu. Aggiungo che gli incassi della categoria D dell’Imu, quella relativa ai grandi stabilimenti, andrà a finire tutta a Roma. Parliamo dell’imposta sui grandi stabilimenti, che a Porcari sono tanti. Il mio comune produce un quinto del Pil provinciale, pur avendo un territorio di soli 17 chilometri quadrati. È chiaro, insomma, che noi con le disposizioni per l’Imu ci rimettiamo. E parecchio».
Si sente un gabelliere?
«Tutti noi sindaci abbiamo questa sgradevole impressione. Anche se poi, come ho detto prima, tanti soldi non restano nelle nostre casse. Io sarei contento di avere maggiori responsabilità, a condizione però di godere di una reale autonomia. Invece ci hanno tolto la possibilità di governare: è come salire sul ring per un incontro di pugilato e poter usare una mano sola».
In tempi di risparmio della spesa, dica quanto guadagna a fare il sindaco e quali forme di risparmio attua la sua amnministrazione.
«Sono stato uno dei primi in Italia, nel 2010, a ridurmi l’indennità: prendo circa 700 euro netti al mese. Gli assessori intorno ai 350-400».
Avete l’auto blu?
«Una Croma comprata d’occasione che viene usata anche per scopi d’ufficio. E spesso resta ferma in garage. Non esiste ufficio stampa, la segreteria è a mezzo servizio perché segue anche altre pratiche oltre alle mie, il segretario comunale è al 50 per cento con Altopascio. Quando vado fuori per motivi istituzionali spesso uso la mia macchina. E non metto in conto i pranzi. Amministriamo all’insegna del buon senso e della sobrietà».
Dunque: i soldi ci sono, ma non potete toccarli. E allora su quali settori strategici concentrate gli sforzi?
«Di sicuro su una forte e costante manutenzione del territorio. A iniziare dalla viabilità e dalla sicurezza stradale. A maggio riasfaltiamo oltre un chilometro e mezzo della Romana Ovest».
Costruirete la rotonda all’incrocio tra via Capannori e la Romana Ovest?
Sì, nel corso dell’anno. Abbiamo l’accordo con il Banco Popolare per effettuare alcuni espropri e l’opera quindi presto sarà avviata».
La sua giunta aveva annunciato un parcheggio alla stazione.
«In via di Toschino, certo. Il progetto è pronto, dobbiamo superare alcune difficoltà legate agli espropri. Ma faremo anche quel posteggio, che sarà quindi il quarto in pochi anni».
Le Ferrovie dismettono le vecchie stazioni: avete idea di cosa fare a Porcari?
«Abbiamo dato la disponibilità a prendere in carico l’immobile in comodato d’uso per ristrutturarlo e farlo diventare un luogo da utilizzare per scopi sociali e pubblici».
Il piano strutturale è in dirittura d’arrivo e presto ci sarà la sua adozione. Quali le novità più rilevanti?
«Il recupero del patrimonio edilizio a volumi zero. Significa percorrere la strada del riuso senza consumare altri spazi».
Recupero di quali edifici?
«Ce ne sono parecchi. Per esempio, l’Oleificio Rocchi e la Fornace».
Il destino dell’Eurosak non è ancora scritto sino in fondo. Ma secondo lei che uso sarebbe possibile riservare a quel complesso industriale?».
«Non ho dubbi: deve rimanere un sito produttivo».
Il commercio è in crisi ovunque, ma da Porcari arrivano segnali di investitori pronti ad aprire attività. Conferma?
«Certamente. McDonald’s ha presentato tutta la documentazione e aprirà tra la fine del 2013 e i primi del 2014. Assumendo personale. C’è anche la richiesta di Eurospin di inaugurare un discount in via Puccini, la stessa arteria scelta da McDonald’s. Preciso, poi, che l’occupazione regge a differenza di altre realtà».
Tra i motivi del contendere col il suo confinante Giorgio Del Ghingaro c’è stata anche la questione del compostaggio. Il sito non c’è ancora. Come se ne esce?
«Le soluzioni prospettate erano sbagliate. Tre mesi fa l’area del Frizzone Nord, ultimo suggerimento in ordine di tempo, era sommerso da un metro d’acqua. Il territorio della Piana è complesso, l’urbanistica è diffusa e nessuno vuole un impianto del genere vicino a casa. La strada è individuare siti già presenti e potenziarli».
Tre buoni motivi per trasferirsi a Porcari?
«La qualità dei servizi, il decoro urbano, l’imposizione fiscale più bassa che permette a una famiglia di quattro persone di risparmiare 1000 euro l’anno rispetto a chi abita in altri comuni della provincia. A Porcari c’è un’urbanistica di livello: se in 15 anni la popolazione è cresciuta di 2mila unità significa che nel mio comune si sta bene».
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