Il Tirreno

Lucca

Una padellata per fermare il rapinatore

di Luca Tronchetti
Una padellata per fermare il rapinatore

Coraggioso intervento del direttore della Pam del Turchetto presa di mira da due ex manovali arrestati dai carabinieri

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MONTECARLO. Per fermare uno dei banditi che cercava di fuggire il direttore della Pam del Turchetto non ha esitato ad armarsi di padella acciaio inox e impugnando il manico come una mazza da baseball a colpirlo in testa. È quanto accaduto durante la rapina al supermercato avvenuta nel tardo pomeriggio di martedì che ha portato in carcere due ex muratori dell’hinterland napoletano: Giuseppe Margiore, 23 anni e Pietro Poerio di 30, entrambi residenti a Qualano e che in passato hanno svolto dei lavori per una ditta edile di Porcari gestita da un imprenditore campano. Sono finiti in carcere - arrestati dai carabinieri di Capannori - con l’accusa di rapina e l’aggravante di aver agito in preda ai fumi dell’alcol. Nell’udienza di convalida la procura chiederà al gip la detenzione in carcere in attesa del processo. Per gli investigatori non siamo di fronte a criminali incalliti in considerazione del modo di agire e dei precedenti penali dei due che, probabilmente per farsi forza, si sono bevuti un goccio di troppo prima di entrare nel market dove in quel momento c’erano un’ottantina di clienti. Se la guardia giurata - una giovane vigilante davvero molto in gamba - e i carabinieri intervenuti con tempestività non avessero usato il massimo scrupolo e una grande professionalità il rischio che gli improvvisati rapinatori potessero combinare dei guai con i loro cutter sarebbe stato decisamente elevato. Tra l’altro i carabinieri hanno denunciato una terza persona: un napoletano di 37 anni, operaio, che saltuariamente lavora nell’impresa edile di Porcari e ha contatti con i due arrestati. Per i militari potrebbe essere lui il palo di una gang che per come ha agito assomiglia molto alla «banda dell’ortica» della popolare canzone di Jannacci.

La ricostruzione dei fatti. Nel corso di una conferenza stampa il capitano Lorenzo Angioni, comandante della Compagnia di Cortile degli Svizzeri, ha spiegato nel dettaglio come si è svolta la rapina di cui abbiamo fornito ampi dettagli nell’edizione di martedì. Sono passate le 18 quando entrano nel supermarket due individui in borghese con un cappellino in testa. Si dirigono verso gli scaffali, ma la loro presenza non passa inosservata. Una giovane donna - addetta alla security della Pam - li nota e li tiene d’occhio per un po’. A un tratto si dirigono verso le casse. Lì tirano fuori un trincetto con manico blu (per i carabinieri l’hanno sottratto all’interno del supermarket). Uno lo punta verso la cassiera, l’altro sale su un pancale come a scrutare l’orizzonte. La vigilante capisce che è in atto una rapina: avverte il direttore e la centrale operativa dei carabinieri con i militari al centralino che indirizzano verso la Pam del Turchetto la pattuglia di Capannori e di lì a poco quelle di Villa Basilica, Altopascio e del radiomobile.

Tentativo di fuga. Mentre uno dei banditi preleva dalla cassa 470 euro la guardia giurata punta la pistola verso il malfattore e gli intima l’alt. Lui indietreggia e s’infila il cutter in tasca. L’altro malvivente fa per avvicinarsi alla vigilante, ma inciampa e cade perdendo il taglierino. Nella confusione il primo bandito afferra la mano dell’addetta alla sicurezza e le impedisce di usare il revolver. È in quel concitato contesto che il direttore della Pam con una padella colpisce in testa un rapinatore. I due capiscono che non è aria e cercano di fuggire verso le uscite laterali. Ma fuori ad attenderli ci sono i carabinieri di Capannori che li bloccano e li ammanettano. Dicono di essere arrivati dalla Campania a Lucca in treno per compiere il colpo. Ma l’impressione è che siano arrivati sin lì con una terza persona che fungeva da palo.

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