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Interventi su fossi e canali per prevenire nuove alluvioni

Interventi su fossi e canali per prevenire nuove alluvioni

CASTELNUOVO. L’Unione Comuni Garfagnana avvia una serie di interventi di regimazione delle acque per prevenire i dissesti idrogeologici con il progetto Regis. Il piano è stato approvato dalla giunta...

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CASTELNUOVO. L’Unione Comuni Garfagnana avvia una serie di interventi di regimazione delle acque per prevenire i dissesti idrogeologici con il progetto Regis. Il piano è stato approvato dalla giunta dell’ente e prevede la prevenzione del rischio del rischio idrogeologico mediante il recupero della funzionalità della regimazione idrica superficiale.

Si tratta di azioni a basso impatto territoriale, ma estremamente efficaci per prevenire il rischio idrogeologico sempre più marcati.

I primi interventi saranno effettuati in vari comuni della Garfagnana: una parte di questi riguarderà al miglioramento dell’efficienza delle sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico forestali, con la manutenzione di quelle realizzate in passato e la riqualificazione di un patrimonio esistente, ormai inserito nel contesto socio – economico e paesaggistico del territorio. Questi i luoghi dei primi interventi: Casatico nel comune di Camporgiano, Orsetti e Isola Santa (Careggine), Mozzanella (Castiglione), Ceserana (Fosciandora), località la Borraccia (Gallicano), Magliano (Giuncugnano), Pieve San Lorenzo (Minucciano), Alpe di Sant’Antonio (Molazzana), San Donnino (Piazza al Serchio), Pontecosi (Pieve Fosciana), Sillicagnana e Caprignana vecchia (San Romano), Metello (Sillano) e Pianacci (Villa Collemandina).

La situazione attuale è frutto dell’abbandono della montagna e della collina con conseguente aumento della vulnerabilità e della pericolosità del territorio anche a valle con conseguente richiesta di aumento delle difese passive, quali argini ed altro, e notevole incremento dei costi diretti e indiretti. «A ciò si aggiunge un approccio basato sempre più sull’emergenza che ha privilegiato negli ultimi decenni la realizzazione di opere intensive per la riduzione del rischio soprattutto nelle pianure, trascurando spesso le opere estensive ed intensive nella parte superiore del bacino – spiega il presidente dell’Unione, Mario Puppa – con una strategia di prevenzione, invece, si parte con la consapevolezza che la sistemazione della parte superiore dei bacini idrografici comporta il miglioramento delle condizioni idrauliche a valle».

La maggior parte degli interventi riguardano la regimazione idraulica superficiale attraverso l’apertura e la sagomatura dei fossi, piccole opere di drenaggio, di ripristino della funzionalità della rete scolante in modo da allontanare la massa idrica in eccesso che attualmente affluisce disordinatamente causando, in caso di forti avversità metereologiche, situazioni di potenziale rischio, oltre che danni alle strutture pubbliche e private.

Luca Dini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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