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Due anni e mezzo di trattativa ad alta tensione

Due anni e mezzo di trattativa ad alta tensione

Comincia nell’estate del 2010, con la presentazione delle richieste per il rinnovo dell’integrativo scaduto a dicembre 2008, la stagione della trattativa, in Wepa, tra azienda e sindacati. E la...

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Comincia nell’estate del 2010, con la presentazione delle richieste per il rinnovo dell’integrativo scaduto a dicembre 2008, la stagione della trattativa, in Wepa, tra azienda e sindacati. E la situazione si fa tesa nel giro di un anno: a luglio del 2011 l’azienda interrompe la trattativa e presenta un piano di ristrutturazione che prevede 120 esuberi e la delocalizzazione di quattro linee di converting in Europa.

A novembre 2011 l’accordo è raggiunto, con lo spostamento di una sola linea (in Polonia) il recuperodi volumi produttivi esternalizzati, con la cassa integrazione, con la flessibilità dell’orario di lavoro, con un’uscita di 46 addetti tra impiegati e operai, volontari o vicini alla pensione, con investimenti per oltre 15 milioni.

A inizio 2012 nuovo accordo economico per il 2011; ma a giugno arriva la richiesta di cassa integrazione della cartiera di Fabbriche di Vallico. A luglio l’azienda comunica l’intenzione di delocalizzare due linee, di ridurre venti addetti delle linee, di cedere le cartiere di Fabbriche e Piano della Rocca entro il 2012 e lo stabilimento di Cassino nel 2013.

Il colpo di scena è l’uscita dell’ad Guido Finoccki con il manager Cristiano Battelli, il quale, spiegano i sindacati, «conferma la linea della non trattativa, si alza il conflitto sociale e parte il presidio a Salanetti. Wepa assegna i cancelli 50 vigilantes».

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