Il Tirreno

Lucca

Allontanato dalla ex accusato di stalking

Giovane denunciato anche da una precedente compagna. Se si avvicina a loro rischia l’arresto

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LUCCA. La preoccupante metamorfosi di una brillante studentessa universitaria, allegra, solare e affettuosa con i genitori diventata nel giro di un anno apatica e insofferente tanto da uscire poco di casa e non frequentare più familiari e amici sta alla base del provvedimento emesso dal giudice Giuseppe Pezzuti nei confronti di un giovane poco più che ventenne residente in Lucchesia e legato sentimentalmente alla ragazza. Il gip ha impedito con un provvedimento di divieto di avere un qualsiasi tipo di contatto non soltanto con lei, ma anche con un’altra giovane poco più che ventenne con la quale aveva avuto in passato un legame affettivo. In buona sostanza non può avvicinare le due ragazze e i loro prossimi congiunti in luoghi frequentati o luoghi di studio o di lavoro restando a oltre 500 metri di distanza e non può salutarle con gesti della mano e tantomeno contattarle telefonicamente o attraverso sms o semplicemente via internet tramite facebook o altri social network. È il primo step per chiunque sia fortemente indiziato di stalking. Un caso - quello che si è verificato in Lucchesia - che inquieta e merita opportuni approfondimenti in sede giudiziaria ed investigativa. Adesso la «fidanzata» del giovane indagato per violenza privata e lesioni si trova in un luogo protetto. Lontana dal quel giovane che l’avrebbe plagiata annullandone l’esistenza. Lei non sarebbe stata l’unica a finire nella rete tessuta dall’ormai ex ragazzo. Un’altra coetanea ha denunciato ai carabinieri di aver subito le stesse violenze fisiche e psicologiche riuscendo però da sola ad allontanarsi da lui per non finirne soggiogata.

L’indagine. Sono i carabinieri di San Concordio - a stretto contatto con la procura - a svolgere accertamenti, ormai da quasi sei mesi, sul quel giovane disoccupato. È la mamma della presunta vittima a recarsi preoccupatissima in caserma e a raccontare la situazione in cui versa l’amata figlia da quando ha una relazione affettiva con quel giovane più grande di un paio d’anni. Un racconto allucinante che all’inizio anche i militari stentano a credere. Poi, dopo aver effettuato i primi accertamenti, capiscono che sono di fronte a un caso molto particolare.

Sindrome di Stoccolma. C’è una sorta di strana solidarietà tra la ragazza (vittima) e il giovane (carnefice) del tutto simile alla sindrome di Stoccolma. Lei studentessa modello e amante dei libri e della cultura d’improvviso non studia più e dice addio all’università. Lei dolce e affettuosa con i parenti evita persino di recarsi al funerale di una persona cara. Lei amante della compagnia e del cibo si chiude in sè stessa, non esce quasi più di casa e diventa quasi anoressica. I genitori cercano di parlarle, ma per l’accusa lui impedisce ai parenti di avere contatti con la ragazza. Arriva a rompere un cellulare e a minacciare di ritorsioni.

Ferite d ’arma da taglio. La situazione si fa più seria quando un medico, amica della ragazza e della sua famiglia, ha l’occasione di vederla. Nota ecchimosi in faccia e ferite da taglio su braccia e gambe. La dottoressa segnala la situazione e l’indagine subisce un’accelerazione con il sostituto procuratore Sara Polino che chiede e ottiene dal gip una misura adeguata di allontanamento della ragazza dal suo presunto aguzzino.(l.t.)

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