Italia
L’assessore: nessun danno per gli affari
Per la Favati l’introito potrebbe essere minore rispetto ai 700mila euro previsti in bilancio
LUCCA. «Il regolamento dell’imposta di soggiorno è stato concordato con le associazioni di categoria, con le quali abbiamo individuato le modalità atte a favorire il più possibile gli albergatori». Con queste parole l’assessore al turismo e alla cultura, Patriza Favati, risponde alle incessanti proteste che continuano ad accompagnare l’introduzione della tassa di soggiorno. «Per venire incontro alle esigenze dei gestori delle strutture ricettive – dichiara l’assessore - abbiamo fissato l’imposta in base alle fasce di prezzo applicate dagli operatori, anziché alle stelle, proprio per permettere loro di giocare sul costo della camera e dunque poter rimanere competitivi».
Inoltre, l’assessore ha ricordato come «il peso relativo dell’imposta sia 1,50 euro: una cifra assai inferiore rispetto alla media dei Comuni limitrofi». Favati ha anche cercato di tranquillizzare gli albergatori circa l’impatto negativo della tassa sui flussi turistici, riconoscendo «l’esistenza di una grave crisi economica che di certo non risparmia il turismo a Lucca», ma allo stesso tempo ritenendo «che l’incidenza dell’imposta sui flussi turistici sarà minima». Tuttavia, l’assessore ha assicurato di essere disponibile a «rivedere e, se necessario, modificare le modalità di applicazione dell’imposta se, dopo un periodo di sperimentazione previsto sino alle fine dell’anno, il modello adottato si rivelasse troppo complesso». Mentre, di fronte alla sfiducia manifestata dagli operatori sull’effettiva destinazione del gettito dell’imposta – secondo le previsioni circa 700mila euro, anche se la cifra potrebbe essere rivista al ribasso – nello sviluppo e nella promozione del turismo, l’assessore rivendica il fattore “tempo”: «Tempo per raccogliere gli introiti e concretizzare il lavoro che l’amministrazione sta svolgendo dietro le quinte per rilanciare il turismo, a partire dai piccoli e medi eventi». L’assessore respinge con forze le voci circolate in questi mesi circa il possibile utilizzo dei proventi della tassa per coprire altre spese estranee al settore del turismo. «Quello che troppo spesso l’opinione pubblica si dimentica è la situazione che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione: i fondi sono indispensabili per la sopravvivenza e la promozione del turismo, cui è necessario affiancare un lavoro di riqualificazione delle principali strutture in cui si fa cultura, dopo anni in cui è mancata addirittura la manutenzione ordinaria».(a.b.)
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