Sicurezza
Imposta di soggiorno rischio caos negli hotel
Incertezza sulla compilazione dei moduli, soprattutto negli hotel più piccoli
LUCCA. Mancano solo pochi giorni all'attivazione della tassa di soggiorno, prevista per lunedì primo aprile – data d'inizio dell'alta stagione turistica a Lucca - e le polemiche non si placano. L'imposta, nota anche come "tassa sui turisti", prevede infatti un contributo da parte dei visitatori da uno a tre euro a seconda della fascia di prezzo applicata dai gestori delle strutture ricettive al costo del singolo pernottamento di ogni cliente, fino ad un massimo di tre notti consecutive nel periodo di alta stagione e di una sola notte durante la bassa stagione. Eppure, nonostante ormai la tassa stia per entrare in vigore e le associazioni di categoria in questi mesi abbiano indetto diverse riunioni a carattere informativo, le proteste, i dubbi e la confusione da parte degli albergatori, spesso poco informati, aumentano.
Se ormai appare chiara l'applicazione dell'imposta sulla base delle fasce di prezzo, anziché delle stelle, tra i gestori delle attività ricettive rimangono forti le preoccupazioni relative al regolamento e alla compilazione delle modulistica, ritenuta troppo complessa e lunga da redigere, soprattutto per le piccole strutture che lamentano di dover svolgere tutto a mano, subendo così un aggravio di lavoro.
Come sostiene Alessandro Di Dio, addetto alla reception dell'hotel San Marco: «Non entro nel merito se la tassa sia giusta oppure no, ma ritengo che il regolamento sia troppo complicato e che, ancora una volta, anzichè facilitare le cose a chi lavora, non si faccia altro che complicarle: per esempio, per ogni esenzione dal pagamento dell'imposta è necessario preparare un apposito statino. Non era più semplice istituire una tassa percentuale minima applicabile a tutti, senza distinzioni? Se si vuole mettere una tassa, tanto vale farla pagare a tutti e semplificare così anche le regole».
Inoltre, sono molti gli albergatori interpellati che denunciano una scarsa campagna informativa da parte del Comune e che non hanno ancora chiaro come gestire in termini di contabilità l'imposta: «Nel regolamento - afferma Giovanna Barbieri, proprietaria dell'hotel La Luna - si parla di una quietanza della somma riscossa da rilasciare al turista, ma non è affatto chiaro che cosa si intenda; personalmente ero convinta che il Comune avrebbe rilasciato un apposito libretto per le ricevute, ma così non è stato».
Al di là dei problemi di carattere burocratico - «tutti superabili nel corso del tempo e con la pratica» secondo la stessa Barbieri - il problema principale rimane la tassa in quanto tale, definita dal proprietario del Piccolo Hotel Puccini, Paolo Moncini, «un grave disincentivo al turismo in una situazione già compromessa, dato la riduzione costante delle presenze turistiche in città nel contesto di una crisi economica che continua ad aggravarsi». Di fronte al calo dei flussi turistici registrato nel 2012 sul territorio provinciale e, in particolare, nel comune di Lucca (dove si attesta un -8,5 per cento degli arrivi e un -5 per cento delle presenze rispetto al 2011), Moncini denuncia «la pericolosità di una tassa che può finire di piegare un settore già in profonda crisi, dato che anche pochi euro in più fanno la differenza, spingendo il turista a pernottare al di fuori dei confini comunali».
Di diversa opinione sono il direttore dell'hotel San Luca Palace e Mirko Brossa, proprietario del B&B La Colonna, i quali sostengono che le loro strutture non hanno registrato un calo delle presenze e, dunque, il turismo tra mille difficoltà sta reagendo bene alla crisi. Tuttavia, entrambi criticano la decisione di istituire un'imposta di soggiorno, temendo nel tempo effetti recessivi: «Visto il momento difficile che stiamo vivendo e la competizione sempre più forte - afferma Brossa - anzichè chiedere un contributo al turista, dovremmo essere noi a proporre ulteriori sconti per attrarre i visitatori, l'epoca basata sullo spremere il turista è conclusa». Infine, il malcontento degli albergatori è alimentato anche dalla mancanza di fiducia nei confronti dell'amministrazione attuale, così come della precedente, e dunque pochi credono nella possibilità che il gettito dell'imposta sia destinato - come recita il regolamento - alla «promozione e allo sviluppo del sistema turistico locale».
Sfiducia confermata dalle parole di Valentina Manichetti dell'hotel Rex che, a differenza dei colleghi, non condanna la tassa in sè «ritenuta necessaria di fronte alla mancanza di fondi per il turismo», ma teme che i proventi dell'imposta non vengano investiti nel settore: «La tassa va bene, ma bisognerebbe sapere come verranno spesi questi soldi dall'amministrazione, l'importante è utilizzare il gettito per rilanciare un turismo in profonda crisi».
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