Sicurezza
Bar e ristoranti aperti, i negozi sono un’incognita
Le previsioni degli arrivi per Pasqua e Pasquetta al momento sono basse ma gli operatori della ristorazione confidano in presenze dell’ultimo minuto
LUCCA. Città “aperta” per il ponte di Pasqua (musei, pubblici esercizi, ristoranti) ma con l’incognita dei negozi. Da parte delle categorie, nessuna indicazione. Libertà assoluta di alzare la saracinesca o di stare chiusi. Del resto esiste una legge nazionale che liberalizza la facoltà di lavorare anche i festivi. E infatti alcuni negozi privati del centro storico stanno riflettendo sulla possibilità di invertire la tendenza e provare ad aprire, come fanno le catene da alcuni anni a questa parte. «Per i negozi aprire a Pasqua è questione di scelta - dice il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini -. Pasqua non è una data commerciale, anche se molto dipende dalla tipologia di attività. Ad oggi le proiezioni per le affluenze a Pasqua, quelle del nostro centro studi turistici, non sono favorevoli per tutto il territorio italiano. Con una Pasqua così anticipata, in parte la contrazione di arrivi e prenotazioni poteva essere fisiologica, ma a questo si aggiungono la crisi, che in un periodo come questo più i turisti italiani che quelli stranieri, e il meteo, che non si annuncia favorevole».
Aperti o chiusi a Pasqua? «Massima libertà, ognuno faccia quello che preferisce - dice anche Vittorio Melecchi, referente lucchese di Federmoda di Confcommercio -. In giorni come questi non c’è niente. Io non aprirò».
Quanto alla grande distribuzione, chiuso a Pasqua e teoricamente anche a Pasquetta. «A livello regionale - spiega il segretario della Fisascat Giampiero Guidi - i sindacati hanno indetto due giorni di sciopero, per Pasquetta e Natale. Vediamo cosa succede».
Sul fronte opposto pubblici esercizi e ristoranti, che invece i giorni di Pasqua e Pasquetta quest’anno in modo particolare li aspettano a braccia aperte. «I tempi sono cambiati - dice Giovanni Martini, presidente della commissione Centro storico di Confcommercio -. In passato i pubblici esercizi erano chiusi a Pasqua perché prevalentemente avevano clienti lucchesi. Adesso si lavora soprattutto con il turismo, non credo proprio che ci saranno problemi per le aperture». «Aperti saremo aperti - dice anche Benedetto Stefani, presidente dei ristoratori di Confcommercio - anche se le prenotazioni sono ancora poche nonostante che i prezzi siano invariati rispetto all’anno scorso. Speriamo che la situazione si movimenti nei prossimi giorni».
«Per Pasqua e Pasquetta sarà aperta quasi la totalità dei ristoranti - afferma Stefano De Ranieri, presidente dei ristoratori di Confesercenti -, anche se né il tempo né la crisi ci aiutano. C’è molta attesa, ma per ora le previsioni sono di basse affluenze in città. Fino a due anni fa, in questi giorni avevamo già il tutto esaurito per il pranzo di Pasqua, ora solo poche prenotazioni: la crisi fa stare a casa le famiglie della zona e anche i turisti». E, sempre De Ranieri, sottolinea l’amarezza per il fatto che «per ora non si fa niente. Da questa amministrazione che abbiamo accolto con simpatia e speranza ci aspettavamo interventi per invertire la tendenza, invece almeno per ora non si fa niente per promuovere la città. La nostra categoria è allo stremo: non aumentiamo i prezzi anche se a noi tutti i costi sono lievitati».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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