Il Tirreno

Lucca

Agli arresti domiciliari per il bancomat esploso

Agli arresti domiciliari per il bancomat esploso

Un trentaseienne di S. Anna raggiunto da un’ordinanza del gip di Padova Procura e carabinieri ritengono faccia parte della banda che agisce in tutta Italia

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un disoccupato di 35 anni residente a S. Anna è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip Gambardella di Padova su richiesta del pm Benedetto Roberti. È indagato per furto di un’auto e la rapina seguita al colpo messo a segno nelle scorse settimane in provincia di Ravenna. Una vicenda che ha portato già in carcere tre giostrai del Nord Est presi dopo un inseguimento in autostrada a 260 chilometri orari all’uscita dal casello della A4 a Padova.

Le accuse. Per l’accusa i tre giostrai poi finiti in manette nella notte tra il 15 e il 16 marzo infransero il vetro di una macchina parcheggiata in un centro commerciale ad Alpignasego (Padova). Una volta al volante si premunirono di togliere il telepass dalla vettura per poi dirigersi verso l’autostrada. Percorsero centinaia di chilometri per poi uscire a Ravenna. Obiettivo: la Cassa di Risparmio di Ravenna nel comune di Bisignano. Lì sistemarono una carica di esplosivo (circa 135 grammi di polvere pirica) accanto al bancomat dell’istituto di credito e fecero saltare lo sportello impossessandosi di circa 17mila euro.

Fuga e arresti. Ma i tre giostrai subito dopo il colpo furono intercettati da pattuglie di polizia e carabinieri e iniziò una rocambolesca fuga in autostrada. Per cercare di fermare gli inseguitori i malviventi gettarono dal finestrino della macchina chiodi a tre punte e polvere per estintori. Rischiando in quel modo di far finire fuoristrada le vetture di polizia e carabinieri causando un incidente. Alla fine in retromarcia hanno speronato la macchina della polizia e hanno cercato la fuga a piedi. Ma non sono andati molto lontano.

Perché dopo un breve inseguimento e qualche colpo di pistola sparato in aria a scopo intimidatorio i tre giostrai - Goran e Erik Malacarne e Daniel Rizzetto - sono stati arrestati con ancora i cappucci in testa e i giubbotti antiproiettili addosso. A bordo della macchina usata dal terzetto è stato rinvenuto il bottino, passamontagna, giubbotti antiproiettili, scanner impostati su frequenze in uso alle forze dell’ordine. Per gli inquirenti si tratta di una gang che ha fatto decine di assalti al bancomat in mezza Italia.

Il disoccupato lucchese. Quale sia il ruolo del disoccupato di S.Anna in questa storia non è ancora chiaro. Forse a fare il suo nome sono stati i tre giostrai arrestati. Ma non è dato sapere se anche lui ha partecipato a quel colpo oppure ha preso parte ad altri furti con bancomat fatti saltare in aria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa