Il Tirreno

Lucca

Mettiamoci al lavoro per attirare turisti e salvare i negozi

Confcommercio e Confesercenti lanciano una proposta «No ai grandi centri commerciali e anche agli outlet»

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LUCCA. Preoccupa il saldo negativo del turismo. I dati sono inequivocabili e parlano, per il 2012, di una flessione dell8,5 per cento in termini di arrivi e del 5 per cento delle presenze. C’è allarme per la crisi che investe i negozi ed è assolutamente indispensabile invertire la rotta. Ecco, allora, che arriva la proposta di dar vita a un coordinamento per ricreare meccanismi per una efficace promozione turistica locale.

È stata una settimana molto intensaper quanto riguarda l’analisi della attuale situazione a livello provinciale nei settori del commercio e del turismo, con Confcommercio e Confesercenti che hanno incontrato, in due distinte riunioni, prima i sindaci e gli amministratori di Piana di Lucca e Valle del Serchio, e poi quelli di Viareggio e Versilia. Incontri proficui, questi, nel corso dei quali sono stati toccati diversi importanti temi.

«L’analisi strutturale e congiunturale – sostiene Confcommercio - è chiara: i negozi chiudono e le vendite, per quelli che restano aperti, vanno a picco. Il commercio tradizionale, così come le piccole e medie imprese, pagano più di altri settori un prezzo enorme alla crisi economica generale. Durante le due riunioni le associazioni di categoria hanno evidenziato la necessità di una collaborazione con le singole amministrazioni, attraverso lo stop ad ulteriori aggravi fiscali. In particolare, durante la riunione che ha visto presenti gli amministratori della Piana e della Valle del Serchio, è emersa la volontà di dar vita a un coordinamento per ricreare dei meccanismi per una efficace promozione turistica locale. «Tutto questo anche alla luce dei dati “neri” resi noti sui flussi turistici provinciali, pesantemente e per certi versi sorprendentemente negativi, in particolare per quello che riguarda il Comune di Lucca. Per queste ragioni – è stato dato mandato alla Provincia, al Comune di Lucca, alla Camera di Commercio e alle due associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti di formalizzare una proposta operativa, da esaminare poi assieme alle altre amministrazioni comunali del territorio. Da rimarcare infine la necessità di difendere il ruolo del commercio tradizionale e dei centri commerciali naturali, la cui funzione viene attaccata ogni giorno dai centri commerciali artificiali. Ripetere a Lucca esperienze come quelle dei Gigli di Sesto Fiorentino o degli outlet di Barberino del Mugello e della Valdichiana, significherebbe assestare un colpo mortale al tessuto del commercio tradizionale, anche sotto il fondamentale aspetto dei livelli occupazionali».

E l’ex assessore al turismo Moreno Bruni sostiene la proposta delle due associazioni categoria.. «Anche se non è il caso di fare polemica è però necessario evidenziare che la maggiore perdita si registra dagli ultimi mesi del 2012, caratterizzati da una totale assenza di iniziative istituzionali sia culturali che turistiche da parte dell’amministrazione comunale, a sostegno di un settore strategico per il territorio. Si è perfino cancellato tutto quello che era stato fatto negli anni precedenti, perdendo, forse per sempre, relazioni e contatti Un atteggiamento sbagliato, aggravato dall’aumento dell’imposizione fiscale, che ha annullato senza produrre nulla di alternativo. Ne sono un chiaro esempio la cancellazione dei rapporti con l'aeroporto di Pisa e la quasi totale mancanza di promozione attraverso i canali di Itinera e delle fiere di settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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